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Legge Stabilità: riforma pensioni, partita iva nuovi minimi 2015, blocco stipendi statali, 80 euro bonus Governo Renzi in Senato

Le misure che hanno ricevuto il primo via libera dalla Camera: ora la Legge di Stabilità passa in Senato. Cosa prevedono le novità




La Legge di Stabilità 2015 ha ottenuto il primo via libera dalla Camera e ora arriva al Senato per un nuova votazione e tornare dunque nuovamente alla Camera. C’è chi auspica, in questo frangente, nuove modifiche che, però, difficilmente arriveranno, soprattutto in riferimento alle pensioni come molti sperano. Tra le misure al momento approvate, confermato il blocco degli stipendi per gli statali nel 2015, eccezion fatta per militari e forze del’ordine ma i sindacati sono di nuovo sul piede di guerra pronti a proteste fino al voto finale della Manovra; via libera a misure aggiuntive per circa 4,5 miliardi (con un effetto di riduzione dal 2,9 al 2,6% dell'indebitamento netto 2015); diventa strutturale il bonus di 80 euro per i dipendenti pubblici che guadagnano fino a 26 mila e non viene allargata la platea dei beneficiari.

Per il bonus di 80 euro il prossimo anno, l'agevolazione Irpef non sarà sommata agli sconti per il rientro dei cervelli in Italia, che potranno però beneficiare di periodi d'imposta con agevolazioni fiscali. Per quanto riguarda il bonus bebè 2015 di 80 euro al mese per i bambini nati o adottati verrà erogato alle famiglie con un Isee non superiore a 25.000 euro annui e l'importo raddoppia nel caso in cui l'Isee risulti sia inferiore ai 7.000 euro annui.

Passando al capitolo pensioni, viene ridotto al 14% l’aumento sulla tassazione dei fondi pensione che non dovrebbe salire dunque dall’11,5 al 20%, confermata l’abolizione dei disincentivi per i precoci che vanno in pensione anticipata con 35 anni di contributi e modifiche ai trattamenti pensionistici dei lavoratori esposti all’amianto. E’ stato inoltre aumentato di 150 milioni di euro il fondo per le non autosufficienze, e viene ridotto nel 2015 della metà (da 150 mln a 75 mln) il taglio delle risorse per il finanziamento degli istituti di patronato e assistenza sociale.

Passando al capitolo Irap, la deducibilità integrale del costo del lavoro, superiore alle deduzioni vigenti, viene estesa ai produttori agricoli e alle società agricole per ogni lavoratore dipendente a tempo determinato che abbia lavorato almeno 150 giornate e con contratto di durata almeno triennale. Si aspettano invece ancora novità puntuali sul nuovo regime dei minimi per partite Iva. L’ultima proposta al vaglio prevede un’aliquota di tassazione all’8% per redditi fino a 40mila euro e senza limiti temporali.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il