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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: miglioramenti, privilegi per pochi e tante cose non fatte per tutti

Le novità pensioni della nuova Manovra, approvazione proroga sistema contributivo donne dall’Inps ma ancora tanto da fare per modifiche riforma Fornero




La nuova Manovra, pronta ad approdare in Senato, nonostante alcune novità, ha lasciato aperte ancora tante, forse troppe questioni, relative alle pensioni. C’è soddisfazione per la cancellazione delle penalizzazioni per i lavoratori precoci che possono uscire prima dei 62 anni con 35 anni di contributi ed anche per le modifiche ai trattamenti pensionistici di coloro che durante la propria attività professionale sono stati esposti all’amianto ma, come ribadito da Cesare Damiano, servono ulteriori interventi di maggiore flessibilità.

Sulla scia di quanto già dichiarato settimane fa dal commissario Inps, Treu, Damiano auspica che i primi passi mossi in direzione di novità pensioni possano continuare in modo da soddisfare le richieste di coloro che da sempre chiedono maggiore flessibilità pensionistica. Una prima delusione è arrivata con la proroga dell’opzione contributivo donna, decisa dall’Inps e non dal governo, che però non è stata estesa anche agli uomini, come invece richiesto.

Continueranno, dunque, a poter andare in pensione anticipata ancora fino al 31 dicembre 2015 solo le donne lavoratrici, dipendenti e autonome, che avranno la possibilità di lasciare il lavoro, rispettivamente, a 57 o a 58 anni, se però hanno maturato i 35 anni di contributi e accettando di ricevere una pensione calcolata esclusivamente con metodo, appunto, contributivo e non retributivo. Accettando, cioè di ricevere un assegno pensionistico mensile ridotto.

Ma restano ancora tante cose da fare: bisogna continuare a discutere sui sistemi di uscita anticipata di cui si è discusso finora, da prestito pensionistico, a uscita con quota 100 o a 62 anni con 35 anni di contributi insieme a penalizzazioni, o al contrario incentivi, a seconda se si decide di andare in pensione prima o dopo rispetto all’attuale soglia dei 66 anni richiesti oggi dalla riforma pensioni Fornero. E resta anche da chiudere la partita sulla richiesta di aumenti delle pensioni minime che, come annunciato dal ministro Boschi, potrebbero arrivare l’anno prossimo, o nel 2016.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il