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Pensioni uomini, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità positive non sono ufficiali e possono ancora cambiare. Molti dubbi

Sono diversi gli emendamenti presentati alla legge di stabilità che potrebbe dare un nuovo volto alle pensioni in Italia. Manca il via libera del Senato.




Il via libera della Camera dei deputati agli emendamenti sulla riforma delle pensioni sono un buon segnale, ma si tratta pur sempre di passaggi interlocutori. I provvedimenti devono ancora ottenere il vaglio del Senato, e se come riferiscono le ultime notizie ci saranno cambiamenti, il testo passerà di nuovo a Montecitorio. Insomma, saranno novità vere solo quando tutti e due i rami del parlamento approveranno la stessa manovra e gli stesse emendamenti. La partita andrà comunque chiusa entro la fine dell'anno.

Sono 3 le principali modifiche prospettate: il tetto agli assegni d'oro, l'abolizione delle penalizzazioni per chi andava in pensione prima dei 62 anni pur avendo raggiunto l'anzianità contributiva e, seppure per altra via, l'opportunità della pensione anticipata alle lavoratrici con almeno 35 anni di contributi e 57 anni di età.

In linea teorica possono essere proposti anche altri emendamenti, magari per rendere il sistema previdenziale più flessibile, come l'introduzione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione.

Nel frattempo i sindacati hanno iniziato il loro dicembre di scioperi. Ieri sono scesi in piazza i lavoratori del pubblico impiego iscritti alla Cisl (sanità, scuola, servizi pubblici locali, università e ricerca). Un'agitazione con un obiettivo preciso: il rinnovo del contratto, congelato da sei anni. "Le risorse si possono trovare", ha ribadito il numero uno Cisl, Annamaria Furlan, dal palco di piazza Montecitorio, proprio davanti all'ingresso della Camera,dove è stata appena approvata la legge di stabilità (che deve avere il sì del Senato) che blocca il rinnovo fino a dicembre 2015. Furlan ha rilanciato la proposta di un patto sociale per uscire dalla crisi.

La protesta della Cisl non si ferma allo sciopero di ieri. Oggi, con una manifestazione a Firenze, è partita la prima delle tre giornate di ulteriore mobilitazione. La Cisl non parteciperà invece allo sciopero generale del 12 dicembre indetto da Cgil e Uil.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il