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Pensioni, riforma, Job Act Lavoro, quota 96, amnistia, indulto Governo Renzi: novitÓ oggi venerdý 5 dicembre 2014

Ancora decisamente aperte molte questioni importanti del governo Renzi che attendono risposte: quali sono e a che punto sono




Nonostante il tempo passi, sono ancora decisamente aperte molte questioni importanti del governo Renzi che attendono risposte. Dal capitolo pensioni, le cui novità di questi giorni si susseguono in maniera, se vogliamo, positiva, anche se restano da attendere le conferme ufficiali di quelle misure approvate che rappresentano una prima modifica alla riforma pensioni Fornero oggi in vigore. Stiamo parlando dell’abolizione delle penalizzazioni previste per chi va in pensione prima dei 62 anni con l’anzianità contributiva richieste e dell’approvazione della proroga di pensione anticipata per le donne con sistema contributivo, opportunità che viene estesa fino al 31 dicembre 2015.
 
Si tratta di modifiche che piacciono, perché rappresentano una prima correzione della legge pensionistica attuale, ma che attendono ancora l’ufficialità per l’entrata reale in vigore. E a far ben sperare un nuovo odg approvato alla Camera che chiede al governo soluzioni definitive per la questione dei Quota 96 della scuola, oggi decisamente scoraggiati, dopo l’ennesima delusione del nulla di fatto con la Legge di Stabilità. Intanto sono diversi gli interessati che, sulla scorta di quanto accaduto a Salerno, stanno presentando ricorsi ai diversi tribunali di competenza. E il caso è arrivato anche all’attenzione della Corte Costituzionale.

Si aspetta ancora, anche, la presentazione del testo unificato dei quattro ddl sulle misure di indulto e amnistia e nell’attesa di capire come si chiuderà questo dibattito che da mesi infiamma il mondo politico, è stato intanto approvata la non punibilità per i reati lievi ma è stata rinviata la riforma del processo civile, insieme ai provvedimenti sulla prescrizione. Il nuovo decreto approvato sulla ‘tenuità del fatto’ prevede la non punibilità dei reati più lievi, cioè per quelli per cui oggi è prevista una pena detentiva non superiore a 5 anni, e una pena pecuniaria sola o congiunta alla precedente.

Ancora aperto il dibattito anche sull’Italicum e la nuova riforma elettorale e il premier Renzi è ben consapevole delle prossime settimane decisamente impegnative che lo attendono, con attenzione particolare da prestare alle minoranze del Pd, a Silvio Berlusconi e un occhio anche al M5S. Secondo il premier, dopo l'accordo di maggioranza e il patto con Forza Italia non è rinegoziable, allontanando, dunque, l'ipotesi di rimettere in discussione l'accordo sulla legge elettorale.

Intanto è stata chiesta oggi la fiducia sulla riforma del Lavoro che con le misure volute da Renzi col Jobs act ridisegna il mondo del lavoro. Cuore della riforma il superamento dell'articolo 18 con novità su ammortizzatori sociali con il contratto unico a tutele crescenti; riduzione delle forme contrattuali; sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato; ed estensione del diritto di maternità.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il