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Pensioni ultime notizie riforma: Renzi dichiarazioni per la prima su modifiche previdenza ufficiali e significative

Tra modifiche pensioni approvate, referendum abrogativo della Legge di Fornero e piani di lavoro per il prossimo anno, tutto è ancora da definire




Matteo Renzi annuncia modifiche alla riforma pensioni Fornero nella nuova Manovra Finziaria ma per la Lega, che ha indetto un referendum di cancellazione totale della legge pensionistica attuale, riscuotendo grandi consensi, si tratta di novità ancora insufficienti a rendere il sistema previdenziale più flessibile. Mancano, secondo la Lega, le risposte a quelle promesse annunciate e ancora non mantenute. Il riferimento, chiaramente, è alla questione esodati, ancora in attesa della soluzione strutturale annunciata dal ministro Poletti, e al caso dei Quota 96 della scuola. Ma Renzi rilancia, assicurando che saranno seguiti i piani di lavoro proposti dal ministro Poletti e cal commissario Inps Treu, per interventi che possano garantire una maggiore flessibilità in uscita.

E ha ricordato come siano già passati importanti cambiamenti come la cancellazione delle penalizzazioni previste oggi dalla riforma Fornero, fino al 2017, per chi sceglie di andare in pensione anticipata prima dei 62 anni ma avendo maturato l’anzianità contributiva, e la definizione di un nuovo tetto alle pensioni d'oro degli alti dirigenti di Stato, a partire dal 2015. Le altre modifiche, che saranno pensate soprattutto per sostenere la possibilità di uscita anticipata per tutti, potranno contribuire ad evitare che si vada effettivamente al voto sul referendum abrogativo lanciato dalla Lega.

Il problema, che toccherebbe anche quella proroga all’opzione contributivo donna decisa dall’Inps, potrebbe però essere rappresentato ancora una volta dal Mef che, insieme alla Ragioneria di Stato, potrebbe bloccare le ulteriori eventuale modifiche a causa della mancanza di risorse finanziarie, che finora hanno fatto slittare diversi provvedimenti, primo fra tutti il pensionamento definitivo dei 4mila lavoratori della scuola che a quasi tre anni dalla maturazione dei loro requisiti pensionistici sono ancora a lavoro.

Eppure tra piani di uscita anticipata finora proposti a costo zero e gli altri interventi di cui aveva già parlato il premier Renzi, pensati in accordo con i suoi consiglieri economici, dalla revisione delle pensioni di invalidità, a quelle integrative, al taglio del cumulo, al ricalcolo per tutti con sistema unicamente contributivo, non dovrebbero essere richieste allo Stato risorse aggiuntive, motivo per il quale si auspica che le ipotesi di intervento sulle pensioni ormai dallo studio da tanto tempo vengano effettivamente messe in atto. Senza considerare poi la questione degli aumenti delle pensioni minime.

Prima dell’estate il premier Renzi aveva annunciato che le pensioni più basse sarebbero state aumentate (anch’esse) di 80 euro con la nuova Manovra, ma, evidentemente, questa misura non compare tra quelle proposte e approvate.

Qualche tempo fa è stato di nuovo Renzi, sostenuto dal  ministro dell’Economia Padoan, ad annunciare tali aumenti ma solo dal prossimo 2015 quando cioè si avranno a disposizione maggiori risorse per interventi di questo tipo.

Piano di lavoro sostanzialmente confermato anche dal ministro Boschi che qualche settimana fa, annunciando che non vi sarebbero stati interventi ad hoc per i pensionati e che eventuali aumenti alle pensioni più basse sarebbero arrivati nel 2015 o anche nel 2016. Tutto dipenderà, ovviamente, dall’andamento economico di Italia. E resta anche da risolvere il problema della rivalutazione negative delle pensioni, decisamente da evitare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il