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Pensioni, quota 96, decreto lavoro, amnistia, indulto Governo Renzi: novitÓ ad oggi sabato 6 Dicembre 2014

Atteso voto al Senato sulla Legge di StabilitÓ mentre riforma del Lavoro riceve il via libera: nuovo scontro Orlando-Alfano su questione carceri




Mentre continua il percorso di voto sulla Legge di stabilità, al Senato, in cui dovranno essere confermate misure già approvate alla Camera e modificate altre, diventa legge la nuova riforma del Lavoro e da gennaio saranno in vigore le novità previste dal Jobs act. Cambia, dunque, il mercato, viene introdotto il contratto unico a tempo indeterminato e a tutele crescenti e superato l'articolo 18. Cancellato il diritto al reintegro per i licenziamenti di natura economica, mentre resta per quelli discriminatori, per cui il lavoratore avrà diritto solo a un indennizzo crescente con l'anzianità aziendale, e per alcune fattispecie di quelli disciplinari, che dovranno essere poi comunicate da un apposito decreto.

Per quanto riguarda i licenziamenti discriminatori, per motivi, cioè razziali, religiosi o sessuali, i lavoratori avranno sempre diritto al reintegro. Per quanto riguarda invece i licenziamenti disciplinari, devono essere chiariti i comportamenti del lavoratore che potranno essere sanzionati per evitare possibili abusi dei superiori. Cambiano poi cassa integrazione e ammortizzatori sociali, che verrebbero finanziati dalla progressiva scomparsa della cassa integrazione in deroga. Il nuovo ammortizzatore sarà il Naspi (Nuova assicurazione sociale per l'impiego), sussidio di disoccupazione universale per tutti coloro che perdono il lavoro, compresi i circa 400mila collaboratori a progetto che oggi non hanno alcun sostegno. Il sussidio spetterà a tutti coloro che perdono il lavoro dopo almeno tre mesi di attività. Anche in questo caso i dettagli saranno elencati dai decreti attuativi.

Secondo, però, quanto previsto, la Naspi durerà la metà dei mesi lavorati negli ultimi 4 anni per un massimo di due anni; al massimo sei mesi, invece, per gli atipici (nella presunzione che oltre l'anno di lavoro si configuri un contratto di lavoro subordinato e non una semplice collaborazione) e avrà per tutti un valore di 1.100-1.200 euro mensili all'inizio del periodo di copertura per poi calare fino a 700 euro. Si attendono, dunque, i decreti attuativi di queste misure così come le conferme per le modifiche alla riforma pensioni attuale approvate ma ancora non ufficiali.

Stiamo parlando della cancellazione delle penalizzazioni per i precoci che vanno in pensione prima dei 62 anni e della proroga dell’opzione contributivo donna, definita da una circolare Inps e per cui si aspettano pareri di Mef e Ragioneria di Stato, mentre c’è chi, come Cesare Damiano, spera che in Senato si possa continuare a lavorare su ulteriori modifiche che possano garantire piani di uscita anticipata per tutti.

L’attesa è anche per eventuali novità che possano essere a sostegno di una soluzione per i Quota 96 della scuola. Dopo la bocciatura degli emendamenti per il pensionamento di questi lavoratori eliminati dalla Legge di Stabilità, la Camera ha approvato un odg che impegna il governo a  chiudere questa partita e vedremo se e in che modo lo farà, mentre gran parte degli interessati ha iniziato a presentare ricorsi ai tribunali di competenza, sulla scia di quanto stabilito dal tribunale di Salerno che ha concesso il pensionamento immediato a 42 insegnanti salernitani che avevano appunto presentato ricorso.

Nuovo scontro, invece, sul fronte indulto e amnistia: mentre il ministro della Giustizia Orlando ha ribadito che le misure alternative del decreto svuota carceri 2014 stanno dando dei buoni riscontri, il ministro dell’Interno Alfano ha detto: “L’obiettivo che io ho per il 2015 è una legge generale per la certezza della pena. Chi viene condannato deve scontarla in carcere fino alla fine. La mia idea è che di fronte al sovraffollamento carcerario non si risponda mandando i delinquenti in strada ma costruendo nuove carceri”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il