BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni vecchiaia, donne, anzianitù riforma Governo Renzi: novità vantaggi, privilegi,contraddizioni solo a determinate categorie

Non è ancora appropriato parlare di vera e propria riforma delle pensioni per via delle tante categorie rimaste escluse dai cambiamenti prospettati.




Con gli emendamenti sulla previdenza alla legge di stabilità non si può parlare di vera e propria riforma delle pensioni. Ci sono alcune importanti novità, certo, ma le ultime notizie non riferiscono di quei cambiamenti strutturali nel segno della flessibilità su cui partiti, lavoratori e sindacati hanno insistito negli ultimi mesi. In buona sostanza, la riforma pensioni Renzi da qui a fine anno passa dalla cancellazione dal 2015 delle penalizzazioni per chi si ritira prima dei 62 anni pur avendo 42 anni e 1 mese di contributi (uomini) o 41 e 1 mese (donne) e dalla fissazione di un tetto alle pensioni d'oro di magistrati, docenti universitari, alti funzionari dello Stato.

Eppure ci sono tante altre categorie in attesa di un miglior riconoscimento e su cui sono state prospettate molte soluzioni. Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, è un sostenitore del ponte previdenziale per agli over 50 disoccupati ovvero del prestito per aiutarli ad andare in pensione. Il presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, Cesare Damiano, propone il congedo a 62 anni di età con 35 anni di contributi versati. Poi c'è il calcolo dell'assegno per tutti con il metodo contributivo e la cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione.

Il Senato ha poi dato il via libera al Jobs Act che prevede il cambiamento del sistema degli ammortizzatori sociali. La cassa integrazione non potrà più essere autorizzata in caso di cessazione definitiva di attività aziendale o di un ramo di essa. La delega prevede anche una differente partecipazione contributiva da parte delle aziende, a seconda dell'effettivo utilizzo. Scompare la cassa integrazione in deroga. Il sussidio di disoccupazione Aspi sarà esteso ai lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa "fino al superamento di questa forma contrattuale". L'obiettivo del governo è di ampliare la platea di 300-400.000 lavoratori attualmente senza tutele.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il