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Pensioni, Riforma Lavoro Job Act, quota 96, indulto, amnistia, Piano Buona Scuola Governo Renzi: novità ad oggi martedì

Approvata ufficialmente la nuova riforma del Lavoro si aspettano novità sulle pensioni. Incalzano intanto le proteste contro la Buona Scuola di Renzi




Mentre si attendono le conferme ufficiali alle novità pensioni finora approvate, da cancellazione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni con anzianità contributiva maturata e proroga dell’opzione contributivo donna per tutti il 2015, mentre si attende di vedere quali, tra le nuove proposte di modifica presentate alla riforma pensioni, tra sistemi di uscita anticipata e revisioni delle pensioni più alte, nonché il reddito di cittadinanza proposto dal M5S, sembra improbabile che possa essere ripresentata in Senato una proposto di soluzione per i quota 96 della scuola, pur avendo approvato la Camera un odg che effettivamente impegna il governo a chiudere questa partita.

Probabilmente però sarà tutto rimandato al prossimo anno, esattamente come per gli aumenti delle pensioni minime e come per la presentazione del testo unificato dei quattro ddl sulle misure di indulto e amnistia che, dopo mesi di dibattito, continuano a creare spaccature nell’esecutivo tra chi le ‘difende’ e chi ritiene non si tratti di soluzioni realmente risolutive di un problema quale quello del sovraffollamento carcerario che andrebbe risolto in maniera più drastica.

Intanto, al via le proteste in tutta Italia, con tante scuole in questa settimana occupate, contro il piano della cosiddetta Buona Scuola di Renzi, mentre l'Anief ha presentato al Senato la seguente richiesta ‘Alla luce della sentenza emessa dalla Corte di Giustizia europea sulla stabilizzazione del personale precario della scuola e della PA, chiediamo al governo di intervenire con celerità con atti adeguati atti normativi: per evitare un contenzioso, che porterebbe ad un danno per le casse dello Stato, è bene che l’Esecutivo allarghi il numero di assunzioni già incluse nella Legge di Stabilità 2015, in via di approvazione, includendo altri 60mila docenti abilitati dopo il 2011 e 40mila unità di personale Ata con oltre 36 mesi di servizio svolto’.

Intanto cambia il mondo del lavoro dopo l’approvazione ufficiale delle nuove misure del Jobs, Act, in vigore da gennaio 2015. E con la riforma del Lavoro, cambiano i contratti di assunzione, le norme sul licenziamento, l’articolo 18, il sistema degli ammortizzatori sociali. Partendo dal nuovo contratto a tutele crescenti, si accompagna al riordino dei contratti attuali e alle modifiche all’articolo 18 in materia di licenziamenti. Il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti diventa unico ed è prevista una decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato nel 2015.

Viene esclusa poi, per i licenziamenti economici, la possibilità di reintegro a lavoro, prevedendo però un indennizzo economico crescente con l’anzianità di servizio. Il diritto alla reintegro viene stabilito solo in caso di licenziamenti nulli e discriminatori e a specifiche fattispecie di licenziamento disciplinare ingiustificato, che dovranno essere individuate da un decreto specifico. Cambia lo Statuto dei Lavoratori anche in materia di controlli a distanza, rendendoli possibili, e cambiano gli ammortizzatori sociali. Viene, infatti limitata la possibilità di cassa integrazione ma viene incentivata l’Aspi, che cambia ed estesa anche a categorie di lavoratori per cui oggi non è prevista. Secondo la nuova impostazione, la cassa integrazione sarà riconosciuta solo se non ci saranno altre possibilità di sostegno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il