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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: tra prospettive ed ostacoli nuovi, situazione settimana

Tante le novità pensioni di cui si è discusso in settimana e tanti gli auspici per il voto in Senato della Legge di Stabilità: situazione e previsioni




Si apre una settimana importante dopo la chiusura di una che ha visto non poche novità concentrarsi sulla questione pensioni. Gli interventi sulla riforma pensioni Fornero sono ormai da mesi al centro del dibattito politico e sociale, ma finora il governo ha preferito dare priorità ad altre questioni, da legge elettorale, a riforma della Scuola, a riforma del Lavoro. Ora, all’’indomani del voto alla Camera sulla Legge di Stabilità e del suo approdo in Senato, dopo il ‘successo’ del referendum di abrogazione della legge pensionistica Fornero lanciato dalla Lega, le ultime notizie si concentrano sulla questione previdenziale con un premier Renzi che negli ultimi giorni ha ribadito più volte l’importanza di alcune novità arrivate con la Legge di Stabilità in merito.

Il riferimento è chiaramente all’introduzione del tetto sulle cosiddette pensioni d’oro dei grandi funzionari di Stato, nonché all’abolizione delle penalizzazioni per i precoci che avendo raggiunto l’anzianità contributiva decidono di andare in pensione prima dei 62 anni, e alle novità che attendono le pensioni dei lavoratori che sono stati esposti all’amianto. Certo, si tratta di passi in avanti decisamente importanti, visto che nel corso di questi mesi, di tanti annunci fatti, nessuna promessa è mai stata effettivamente realizzata, ma c’è da dire che si tratta di interventi circoscritti e che dovrebbero arrivarne altri per tutti.

Altri che, come da tutti richiesto, possano garantire una maggiore flessibilità in uscita, che possano portare all’approvazione di quei sistemi di uscita anticipata, come prestito pensionistico, uscita a quota 100 o a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, che, contrariamente a quanto prevederebbero Mef e Ragioneria di Stato, sarebbero a costo zero, ed anzi, pronti anche a sostenere una spinta al mercato del lavoro, visto che prepensionamenti dei lavoratori più anziani significherebbero posti di lavoro liberi per le assunzioni di nuovi giovani.

Ma sul tema, al momento, tutto è fermo, probabilmente, come lasciato intendere dal ministro del Lavoro Poletti e dal commissario Inps Treu, tutto sarà rimandato all’anno prossimo, come tutto è fermo sul caso dei quota 96 della scuola. Nonostante la Camera abbia infatti approvato un odg che invita il governo a chiudere questa partita, difficilmente, dopo la cancellazione degli emendamenti sul caso nella Legge di Stabilità, arriverà una soluzione definitiva prima della fine dell’anno.

Intanto, mentre si attende anche la conferma ufficiale della proroga dell’opzione contributivo donna, che l’Inps ha esteso fino al 31 dicembre 2015, mentre si attendono interventi per risolvere il problema della rivalutazione negativa delle pensioni, in modo da evitare una svalutazione dei trattamenti pensionistici e che siano ancora una volta i pensionati a pagare il prezzo della crisi; mentre si attendono novità sul possibile prepensionamento con le vecchie regole per il personale in esubero delle Province (per effetto della riforma Derlio), Cesare Damiano incoraggia il governo a  continuare sulla strada degli interventi sulle pensioni, proprio per continuare il percorso intrapreso alla Camera, affrontando quei nodi ancora irrisolti che possono contribuire a modificare le pensioni ma in senso solo positivo, allontanando i timori che il Mef possa, invece, bloccare tutto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il