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Pensioni Governo Renzi vecchiaia, donne, anzianità: riforma continua altalena indicazioni positive e negative. Novità settimana

Una settimana importante quella che sta per aprirsi per capire quale sarà la strada reale di interventi sulla riforma pensioni: cosa successe e cosa accadrà




Potrebbe prospettarsi una settimana importante quella che sta per iniziare per capire quali potrebbero essere le novità, concrete, in arrivo, sulla riforma pensioni. Tra proposte di uscita anticipata, emendamenti passati alla Camera che prevedono l’introduzione di un tetto alle pensioni d’oro e l’abolizione delle penalizzazioni per lavoratori precoci che maturano l’anzianità contributiva ma vogliono andare in pensione prima dei 62 anni, e sconti sul referendum di abrogazione lanciato dalla Lega, la questione si sta facendo sempre più interessante.

E in questo quadro si aggiunge la decisione dell’Inps, comunicata in settimana con una circolare ufficiale, di prorogare l’opzione contributivo donna che permetterà alle lavoratrici dipendenti e autonome di andare in pensione prima, rispettivamente a 57 e a 58 anni, ancora fino al 31 dicembre 2015, a patto che però si accetti di ricevere una pensione finale interamente calcolata con sistema, appunto, contributivo, il che significa percepire un assegno mensile ridotto.

Ma si attendono conferme ufficiale a queste misure, con il voto in Senato alla Legge di Stabilità, che potrebbe arrivare giovedì prossimo, e con il parere del Mef, cosa che sta suscitando non pochi timori. E’ noto, infatti, come il ministro dell’Economia Padoan sia contrario ad interventi sull’attuale legge pensionistica che ritiene debba rimanere così com’è. E le paura sono che il Senato, proprio in virtù di questa posizione, blocchi tutto, compresa la norma sull’abolizione delle penalizzazioni per pensione anticipata.

Il che non sarebbe ciò che forze politiche e sociali si augurano, soprattutto dopo la maggiore presa di consapevolezza da parte del premier Renzi dell’importanza che ha intervenire concretamente con modifiche sulla riforma pensioni, a sostegno di lavoratori e pensionati, ma anche per evitare il voto sul referendum lanciato dalla Lega. L’importanza di interventi sta nel fatto che modificando alcune regole della riforma Fornero, garantendo uscite anticipate, aumenti delle pensioni minime (che però arriveranno nel 2015) e revisione di pensioni di invalidità, baby pensioni, pensioni integrative e di reversibilità, si possono sostenere le categorie di lavoratori e anziani evitando di cancellare quegli importanti 80 miliardi di euro che l’attuale legge pensionistica è in grado di garantire.

E proprio per questo Cesare Damiano, insieme alle minoranze del Pd, con l’approdo della Legge di Stabilità di Senato proveranno ad insistere per ulteriori modifiche, per l’estensione della flessibilità in uscita per tutti e per ‘difendere’ le novità che finora sembrerebbero approvate. Resta poi da risolvere il nodo della rivalutazione negativa delle pensioni, per cui non è ancora arrivato alcun provvedimento anche in molti lo avevano annunciato, nonché il problema dell’introduzione del tetto alle pensioni d’oro che potrebbe toccare anche le altre pensioni, in via retroattiva.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il