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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: tagli e interventi negativi per tutti nella nuova norma per le pensioni d'oro

La beffa che si nasconde dietro la norma che impone un nuovo tetto alle pensioni d’oro dal 2015: cosa prevede e chi colpisce




Sono diverse le novità che sono arrivate questa settimana sulle modifiche alla riforma pensioni, modifiche che, come le ultime notizie confermano, per entrare in vigore concretamente aspettano l’ufficialità. Partendo dalla cancellazione delle penalizzazioni per i precoci che vanno in pensione prima dei 62 anni, dopo il via libera alla Camera, si attende l’ok in Senato; mentre per quanto riguarda la conferma della proroga dell’opzione contributivo donna decisa dall’Inps, si attendono i pareri di Ragioneria di Stato e del Mef. Ma le novità non finiscono qui: tra le altre misure arrivate sulle pensioni, la definizione di un tetto alle pensioni d’oro a partire dal 2015.

Ma è proprio a questa norma che bisogna prestare attenzione: è vero, infatti, che da gennaio entrerà in vigore questa soglia ai trattamenti pensionistici più alti degli alti funzionari dello Stato, ma per la  Cosmed, Confederazione sindacale alla quale è iscritto un quarto della dirigenza del Pubblico impiego, la nuova norma della Legge di Stabilità taglierà insieme alle pensioni d’oro anche quelle di quei contribuenti che al 31 dicembre 1995 avevano almeno 18 anni di contribuzione.

Secondo la Somed, infatti, la norma non prevede limiti di importo per escludere dal taglio le pensioni più basse e così molti lavoratori, che sono rimasti al lavoro o che hanno effettuato i riscatti per ottenere assegni pensionistici miglior, saranno beffati, perché la nuova norma è retroattiva e colpisce, dunque, anche coloro che hanno maturato i requisiti contributivi prima dell’entrata in vigore della legge Fornero, i quali vedrebbero bloccata la loro progressione pensionistica dal 2012 pur avendo versato ulteriori contributi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il