Legge stabilità: pensioni, riforma, Isee 2015, tasse, detrazioni, bonus bebè. Oggi discussioni riprendono Senato e giovedì voto

C'è sempre il nodo economico a frenare i cambiamenti nella legge di stabilità. Ma qualcosa dovrebbe cambiare in relazione alle pensioni e all'erogazione del bonus bebè.

Legge stabilità: pensioni, riforma, Isee


Questi sono giorni di ritocchi alla leggi stabilità 2014-2015. La partita degli emendamenti dovrebbe essere giocata fino a metà della settimana poi, da giovedì 11 dicembre, sarà tempo di votazione in commissione Bilancio del Senato prima dell'approdo in Aula a ridosso del Natale. Alla luce delle nuove correzioni la manovra finanziaria dovrà tornare alla Camera dei deputati per il via libera definitivo sullo stesso testo. L'intenzione è di accendere il semaforo verde nell'arco di 15 giorni.

Ha subito un'accelerazione la riforma delle pensioni con il doppio emendamento correttivo della legge Fornero. Il primo prevede la cancellazione delle penalizzazioni (ma solo dal 2015) per chi si congeda dal lavoro prima dei 62 anni pur avendo 42 anni e 1 mese di contributi (uomini) o 41 anni e 1 mese (donne). Il secondo fissa un tetto per le pensioni d'oro da applicare a tutti i trattamenti pensionistici, compresi quelli già liquidati. Anche questa misura entrerebbe in vigore solo dal prossimo anno. In ballo c'è anche la revisione della tassazione delle Casse previdenziali dei professionisti e dei fondi pensione che dovrebbe essere ammorbidita rispetto alla prima stesura.

Fra i punti oggetto di maggior confronto c'è la definizione dei limiti del bonus bebè. La novità è rappresentata dal tentativo di legarlo all'Isee e non all'Irpef, con la conseguenza che verrebbero a mancare circa 85.000 beneficiari rispetto all'impostazione originaria. Tuttavia una parte di potrebbe accedere ai fondi, vedrebbe praticamente raddoppiata la somma percepita. Ovviamente tutto ruota attorno alla necessità di far quadrare i conti alla luce della difficoltà a trovare coperture economiche.

I tecnici di Palazzo Madama, poi, non riescono a scrivere la parola fine sulla conferma del bonus di 80 euro a lavoratori dipendenti e assimilati. A loro dire, si legge nella relazione tecnica, "sarebbe quantomeno opportuno acquisire rassicurazioni in merito al fatto che siano stati adeguatamente considerati possibili cambiamenti, nel tempo, della numerosità dei diversi insiemi dei soggetti interessati".

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di Chiara Compagnucci pubblicato il