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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novità decreto previdenza ufficiale torna in primo piano dopo annuncio

Dopo novità pensioni in Legge di Stabilità nuove proposte Renzi per ulteriori modifiche: cosa prevedono e quando potrebbero arrivare?




Dopo le novità pensioni previste nella nuova Legge di Stabilità, la circolare Inps che stabilisce una proroga dell’opzione contributivo donna, e qualche situazione ancora da chiudere, come riportano le ultime notizie, tra rivalutazione negativa delle pensioni e possibile aumento delle aliquote Inps, nonché definizione delle nuove tassazioni su fondi pensione e casse previdenziali private, si torna a parlare, secondo le ultime notizie, dei quel ‘famoso’ piano previdenziale annunciato dal premier Renzi mesi fa e poi svanito. Il presidente del Consiglio, a inizio mandato, aveva infatti parlato di interventi sulla riforma pensioni Fornero che, spesso ha sottolineato però, non avrebbe dovuta essere stravolta del tutto.

E si parlava di revisione di baby pensioni e pensioni di invalidità e reversibilità, di aumenti per le pensioni minime che sarebbero arrivati nella Legge di Stabilità 2015 con l’estensione del bonus di 80 euro anche ai pensionati. Tutti interventi decisamente caduti nel dimenticatoio, che non rientrano tra le novità della nuova Manovra e che, anzi, sono stati prorogati al prossimo anno, almeno per quanto riguarda gli aumenti alle pensioni più basse. Intervento che si sta rendendo sempre più necessario soprattutto alla luce degli ultimi dati che parlano della maggior parte dei pensionati che vivono con meno di mille euro al mese e di due milioni che vivono anche con meno di 500 euro al mese.

Del resto, è stato proprio il Renzi, rispondendo ad una question time alla Camera a dichiarare, per esempio, che l’eliminazione delle penalizzazioni previste dalla riforma pensioni Fornero per l’accesso alla pensione anticipata per coloro che matureranno la pensione entro la data del 31 dicembre 201, è stato un passo avanti per i cambiamenti richiesti.

La novità prevede che si possa andare in pensione anticipata prima dei 62 anni, se si matura l’anzianità contributiva entro il 2017, senza subire alcuna penalizzazioni nell’assegno finale, diversamente da quanto previsto oggi per cui viene decurtata la pensione finale dell’1% in meno per ogni anno in cui si esce prima dei 62 anni, e del 2% per ogni anno prima dei 60 anni. La nuova Manovra, inoltre, pone rimedio a una falla della Riforma Fornero sulle pensioni d’oro che consentiva di restare al lavoro oltre i 70 o 75 anni, calcolando gli anni dal 2012 con il contributivo pieno, sistema che portava a pensioni decisamente più alte di quelle che risultano dal sistema retributivo. Dal 2015 torna il tetto alle pensioni cosiddette d’oro, che non potranno superare l’80% dell’ultimo stipendio.  

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