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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: primi interventi modifiche ed emendamenti ufficiali in secondo voto Senato

Tutto pronto per il secondo voto alla Legge di Stabilità in Senato mentre continuano ad arrivare emendamenti di modifica sulla riforma pensioni. Le novità




Mentre si attendono risposte alla decisione dell’Inps di prorogare fino al 31 dicembre 2015 la possibilità di uscita anticipata per le donne con opzione contributivo e novità sul problema della rivalutazione negativa delle pensioni, che potrebbe portare ad una svalutazione del valore degli assegni pensionistici, e mentre c’è chi auspica ancora nuovi emendamenti per i quota 96 della scuola, anche se davvero difficili che possano effettivamente essere presentati, le ultime notizie riportano già nuove richieste di modifica alla riforma pensioni pronte ad arrivare per il secondo voto.

Le novità già passate alla Camera sono ormai ben note e prevedono eliminazione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni maturato però l’anzianità contributiva e un nuovo tetto alle pensioni d’oro. Ma Scelta Civica e Movimento 5 Stelle hanno presentato nuove proposte di modifica che prevedono, rispettivamente, la diminuzione dei vitalizi d’oro di deputati, senatori e consiglieri regionali, e l’introduzione di un reddito minimo garantito. Secondo il senatore del M5S Giovanni Endrizzi, le risorse economiche necessarie per il reddito minimo di cittadinanza si possono recuperare intervenendo sugli sprechi e tagliando i privilegi di cui pochi godono.

Ma le novità non finiscono qui: il governo si prepara infatti anche a presentare nuovi emendamenti su tassazione dei fondi pensione e rivalutazione del TFR. L’attuale versione della Legge di Stabilità, sui fondi pensione, prevede l’aumento della tassazione dall’11,5 al 20% e l’obiettivo è, invece, quella di portare l’asticella al 17%. Anche il sottosegretario Baretta conferma una revisione della tassazione dei fondi pensione, che potrebbe anche rimanere all'11,5%. Una modifica potrebbe riguardare anche la tassazione sulle casse di previdenza, per cui potrebbe essere eliminato l’aumento previsto dal 20 al 26%, come proposto ora.

Possibile anche una revisione delle norme sui patronati, per cui si pensa di diminuire il taglio previsto attraverso un riduzione generale proprio dei patronati esistenti. C’è poi il capitolo degli esuberi del personale delle Province per effetto della riforma Delrio: secondo le ipotesi che circolano in questi giorni, la soluzione potrebbe essere quella di permettere loro un’uscita anticipa con le vecchie regole pensionistiche. Alla Camera erano già stati presentati emendamenti in tal senso, bocciati però dalla Commissione Bilancio. Ora si attende il secondo voto in Senato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il