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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: cambiamenti negativi per tutti nascosti all'interno di alcuni interventi

Modifiche positive alla riforma pensioni in nuova Legge di Stabilità in attesa di conferme ma anche interventi positivi che non tutti conoscono: quali sono




La Legge di Stabilità ha previsto un tetto alle pensioni d’oro che servirà per risolvere una ‘falla’ lasciata aperta dalla riforma pensioni Fornero, destinata agli alti funzionari di Stato per cui l’importo della pensione non potrà superare quello calcolato secondo le regole del vecchio regime retributivo, in termini pratici il valore dell’assegno pensionistico non potrà essere più alta dell’80% dell’ultimo stipendio. La nuova norma cancella, dunque, la possibilità di ‘cumulo’ con cui alcuni funzionari pubblici, rimanendo in servizio fino ai 75 anni nonostante avessero raggiunto i 40 anni di anzianità contributiva, avrebbero avuto diritto ad una pensione più alta dell’ultima busta paga.

La nuova norma, invece, stabilisce che l’importo della pensione non potrà essere superiore a quello che sarebbe stato erogato con il vecchio sistema retributivo, ma si tratta di una novità che dovrebbe essere applicata solo alle pensioni liquidate a decorrere dal primo gennaio 2015, in linea con la data di entrata in vigore della Legge di Stabilità. Ma dietro una norma che dovrebbe arginare ingiusti benefici di alcune esclusive categorie di lavoratori, si cela in realtà un’ingiustizia ancora più grande, perché per la Cosmed, Confederazione sindacale alla quale è iscritto un quarto della dirigenza del Pubblico impiego, la nuova norma, insieme alle pensioni d’oro, taglierà anche le pensioni dei lavoratori che al 31 dicembre 1995 avevano almeno 18 anni di contribuzione.

Interventi negativi sulle pensioni potrebbero riguardare anche le tassazioni su Tfr in busta paga e sui fondi pensione se non dovessero essere approvare al Senato quelle modifiche che puntano ad abbassare le nuove aliquote stabilite. Ed ecco, dunque, che la questione pensioni assume contorni dei più diversi, tra chi era soddisfatto delle modifiche positive approvate ma comunque ancora in attesa di conferma, come proroga opzione donna e abolizione dei disincentivi per chi va in pensione prima dei 62 anni (possibilità valida però solo per i lavoratori precoci), e chi ora teme interventi negativi.

E continuano le controversie e sembra che, man mano passi il tempo, la situazione pensioni sembra complicarsi sempre più invece che giungere ad una conclusione come da tutti auspicata e a favore di tutti i lavoratori e pensionati. Non bisogna, infatti, dimenticare che, insieme a queste novità, resta da risolvere un altro problema, cioè quello della rivalutazione negativa delle pensioni, frutto dell’andamento negativo del Pil italiano, situazione per cui nelle settimane scorse diversi esponenti politici hanno annunciato interventi. Ma nulla è arrivato finora e nessun accenno nella Legge di Stabilità a eventuali revisioni del sistema.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il