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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: riforma, da restituire parte assegno dell'anno se non cambia calcolo rivalutazione INPS

Rivalutazione negativa delle pensioni e cosa fare per evitare diminuzione degli importi? La situazione attuale e ancora nessun intervento




Quest’anno, per la prima volta, le pensioni rischiano di essere rivalutate in negativo, a causa dell’andamento del Pil italiano, che dovrebbe svalutare, invece che accrescere, i trattamenti pensionistici. Questa svalutazione dovrebbe tradursi in una diminuzione del valore dei contributi versati nel corso della propria attività lavorativa, piuttosto che in un aumento.

Chi, per esempio, ha versato 10mila euro subirà un taglio di circa 20 euro (9.980,73); chi ne ha versati 100mila euro subirà un taglio circa 200 euro. In tanti avevano affermato che era necessario intervenire con urgenza per correggendo un’anomalia che colpirebbe di nuovo i pensionati, sottoposti ad una ulteriore ingiustizia. Ma finora non c’è stato ancora alcun intervento: nulla di nuovo proposto, nulla presentato nella Legge di Stabilità.

Anzi, per effetto della rivalutazione delle pensioni, le pensioni per il 2015 saranno riviste dello 0,33%, mentre per il 2014 era stato stabilito il tasso dell’1% invece di quello dell’1,1% e cioè significa che nel 2015 i pensionati dovranno restituire parte delle pensione già ricevuta. Il decreto del Mef che prevede la rivalutazione automatica delle pensioni che per il 2015 sarà dello 0,33% è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 2 dicembre.

La nuova Manovra stabilisce seguenti importi per l’assegno minimo Inps: per il 2014 di 500,88 euro; per il 2015 di 502,38 eur. E’ attesa nei prossimi giorni una circolare Inps, che ufficializzi i nuovi importi delle pensioni per effetto della rivalutazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il