Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: da ieri lavori in Parlamento quota 100, contributivo, no penalizzazioni, prestito

Si rinizia da oggi martedì 9 dicembre le discussioni in Parlamento per definizione misure nuova Manovra: cosa potrebbe ancora cambiare per le pensioni?

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Riprendono da oggi, martedì 9 dicembre 2014, le discussioni in Parlamento sulle misure della nuova Manovra Finanziaria. Occhi puntati sulle modifiche alla riforma pensioni, tra conferme di quelle già approvate e possibili novità che potrebbero essere ancora proposte. Mentre si attendono infatti le approvazioni definitive in Senato di abolizione delle penalizzazioni per chi decide di andare in pensione anticipata prima dei 62 anni con l’anzianità contributiva raggiunta, e mentre si attendono pareri di Mef e Ragioneria di Stato sulla decisione Inps di prorogare fino al 31 dicembre 2015 l’uscita anticipata per le donne con sistema contributivo, in modo da permettere la possibilità di andare in pensione a 57 anni per le dipendenti e a 58 anni per le autonome accettando però un calcolo della pensione finale con metodo contributivo e non più con il vantaggioso retributivo, la speranza è che possano essere presentati nuovi emendamenti.

E si tratterebbe di novità che tornerebbero ancora una volta a puntare sulla possibilità di estensione di una maggiore flessibilità in uscita per tutti. Il primo ad incitare il governo in tal senso è Cesare Damiano, ma sono diversi gli esponenti politici, e non solo, che vogliono si continui a lavorare su questa strada, innanzitutto per cercare di rendere realmente più sostenibile e flessibile un sistema pensionistico attuale che è diventato troppo rigido, ma anche per evitare si vada davvero al voto per esprimersi sul referendum proposto dalla Lega che chiede l’eliminazione totale della legge Fornero.

Potrebbe rappresentare un rischio visto il consenso che la proposta di referendum sta riscuotendo, tra forze politiche e sindacati, e il fatto che se dovesse essere cancellata la legge Fornero, verrebbero meno anche quegli 80 miliardi di euro assicurati dall’attuale riforma pensioni e che rappresenterebbero certamente una somma a cui l’Italia non può, in questo forte momento di difficoltà, rinunciare.

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di Marianna Quatraro pubblicato il