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Pensioni vecchiaia, donne, precoci riforma Governo Renzi: decreto previdenza universale e per tutti ritorna in primo piano

Tornano in discussioni quei piani di intervento sulla riforma pensioni annunciati da Renzi prima dell’estate: cosa prevedono e possibili conseguenze




Aumenti per le pensioni più basse, revisione delle pensioni di invalidità, reversibilità, di baby pensioni e pensioni integrative, e soluzione strutturale per gli esodati: poco prime dell’estate il premier Matteo Renzi aveva annunciato un suo piano di lavoro sulle pensioni, puntando soprattutto sugli aumenti dei trattamenti pensionistici minimi nella nuova Legge di Stabilità, provvedimento che, com’è noto, non figura tra le modifiche previste. E il ministro Boschi, intervenuta proprio in merito, ha confermato che eventuali interventi in questo senso potranno arrivare solo l’anno prossimo o anche nel 2016.

Tutto ciò che era stato annunciato da Renzi prima dell’estate però non è stato mantenuto ma, alla luce della situazione pensioni che secondo le ultime notizie si è delineata, ‘qualcosa’ potrebbe tornare in ballo, ma solo dal 2015.  Con il via libera alla Camera della nuova Legge di Stabilità al momento è stata approvata la cancellazione dei disincentivi per va andare in pensione prima dei 62 anni, mentre l’Inps ha deciso di estendere l’uscita anticipata per le donne con sistema contributivo fino al 31 dicembre 2015,  ma si potrebbe tornare a parlare di ulteriori interveti.

La nuova posizione di Renzi, soddisfatto intanto delle novità pensioni della Legge di Stabilità, dipende dal fatto che sta iniziando a capire quanto interventi sull’attuale riforma pensioni possano essere positivi, non solo per pensionati e per evitare il voto sul referendum abrogativo indetto dalla Lega, quanto anche per incidere su occupazione ed economia. Aumentare, come annunciato anche dal ministro Boschi, le pensioni più basse significherebbe dare nuove possibilità di acquisto ai pensionati che inizierebbero a spendere soldi in spese, dando nuova spinta all’economia, mentre approvando piani di uscita anticipata e permettendo il prepensionamento dei lavoratori più anziani si lascerebbero posti di lavoro per i più giovani, contribuendo in questo modo, invece, a dare nuova spinta al mercato del lavoro.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il