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Pensioni anzianità e vecchiaia riforma Governo Renzi: novità cambiamenti previdenza tentati da minoranza Pd dopo interventi lavoro

Il capitolo delle pensioni continua ad arricchirsi di novità, ma per cambiamenti più incisivi l'appuntamento è rimandato al prossimo anno.




Dalla versione definitiva della legge di stabilità passeranno le novità sulla riforma delle pensioni. Nonostante le pressioni della minoranza del Partito Democratico, difficilmente arriveranno cambiamenti nelle prossime settimane. Solo dal prossimo anno, chiuso il capitolo della manovra finanziaria, si tornerà a parlare di riforma pensioni Renzi. Sono tante le situazioni da affrontare. Ad attendere una risposta sono anche i quota 96 del mondo della scuola. Si tratta di quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi, non sono andati in pensione a causa dell'introduzione delle norme contenute nella riforma Fornero, che non hanno tenuto conto della peculiarità del calendario scolastico.

Il ventaglio delle possibilità di modifica della legge Fornero è molto ampio. Si va dall'allargamento a tutti i lavoratori del sistema di calcolo con il metodo contributivo alle forme di uscita anticipata dal lavoro al ponte previdenziale con cui dare l'opportunità del ritiro ai disoccupati over 50 privi di cassa integrazione e sussidi statali al pensionamento a 62 anni con 35 anni di contributi, passando per l'introduzione della cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione.

Per tutti i nuovi assunti è caduto il totem simbolo dello Statuto dei lavoratori con l'approvazione del Jobs Act. Sarà possibile licenziare un dipendente anche senza giusta causa o giustificato motivo. Le tutele dell'articolo 18 non varranno più per i licenziamenti economici: il lavoratore non potrà più ricorrere al giudice per chiedere il reintegro nel posto di lavoro, gli spetterà invece "un indennizzo economico certo e crescente con l'anzianità di servizio". Fortemente limitata la possibilità di reintegro anche nel caso di licenziamento disciplinare ingiustificato: sarà limitata solo "a specifiche fattispecie" e saranno anche previsti "termini certi per l'impugnazione". Non cambia nulla per i licenziamenti nulli e discriminatori.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il