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Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma, nuova circolare INPS svalutazione, conferme negative assegno 2015 rivalutazione

Sono almeno 3 i fronti di discussione fra Inps e Ministero dell'Economia: la rivalutazione negativa degli assegni, l'estensione dell'opzione donna e l'introduzione di maggiore flessibilità.




Quali saranno le novità dell'Inps sulla riforma delle pensioni? Come combinare le esigenze di risparmio del Ministero dell'Economia sulla rivalutazione degli assegni. Già, perché le ultime notizie non sono positive e riferiscono di leggeri aumenti che potrebbero però avere segno negativo per via della bassa inflazione. Nel dettaglio fino a 3 volte il trattamento minimo 100% dell'incremento Istat, tra 3 e 4 volte il 95%, tra 4 e 5 volte il 75%, tra 5 e 6 volte il 75%, tra 5 e 6 volte il 50%, oltre 6 volte il 45%.

E allora, se la pensione mensile 2014 è pari a 600 euro, 800 euro, 1.000 euro, 1.250 euro, 1.500 euro, 1.750 euro, 2.000 euro, 2.500 euro, quella corretta ammonta rispettivamente a 599,41 euro, 799,21 euro, 999,01 euro, 1.248,77 euro, 1.498,51 euro, 1.748,35 euro, 1.998,12 euro, 2.498,76 euro. Si tratta solo di uno dei fronti su cui Ministero dell'Economia e Istituto di previdenza stanno ragionando. Gli altri sono l'estensione al 2015 dell'opzione donna e l'introduzione di maggiore flessibilità nel sistema previdenziale.

Governo e parlamento hanno investito più tempo ed energia sul tema del lavoro, altra faccia del welfare. La delega prevede un profondo cambiamento delle politiche attive. Per un miglior coordinamento su tutto il territorio nasce l'Agenzia nazionale per l'occupazione, partecipata da Stato, Regioni e Province autonome, vigilata dal ministero del Lavoro. Avrà competenze in materia di servizi per l'impiego, politiche attive e Aspi. Il beneficiario di un ammortizzatore sociale (cassa integrazione o sussidio di disoccupazione) dovrà dare la disponibilità a seguire corsi di qualificazione ed eventualmente anche "allo svolgimento di attività a beneficio delle comunità locali", senza però che questo alimenti aspettative di assunzione nel pubblico. Chi si rifiuta rischia di perdere il sussidio.

Nella ricerca di un nuovo lavoro il disoccupato potrà scegliere di affidarsi a un'agenzia per l'impiego privata che per il servizio riceverà un incentivo regionale, ma solo a risultato ottenuto, e comunque "proporzionato alla difficoltà di collocamento" del soggetto.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il