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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: novità assegno 2015 negative per rivalutazione negativa circolare INPS

C'è il capitolo della rivalutazione negativa degli assegni previdenziali fra le ultime notizie della riforma pensioni Renzi. Ecco i numeri.




Con 3 articoli il Ministero dell'Economia fissa la perequazione automatica delle pensioni per l'anno 2014 e valore definitivo per l'anno 2013. Quali novità e quali ricadute sulla riforma pensioni? In prima battuta la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l'anno 2013 è determinata in misura pari a +1,1 dal primo gennaio 2014. Quindi la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione delle pensioni per l'anno 2014 è determinata in misura pari a +0,3 dal primo gennaio 2015, salvo conguaglio da effettuarsi in sede di perequazione per l'anno successivo. Infine, le percentuali di variazione per le pensioni sono determinate separatamente sull'indennità integrativa speciale e sulla pensione.

Tradotto i numeri, la rivalutazione sarà dello 0,3% per le pensioni fino a 3 il trattamento minimo ovvero circa 1,500 euro, dello 0,285% per quelle fino a 2.000 euro, dello 0,225% per quelle fino a 2.500 euro, dello 0,150% per quelle fino a 3.000 euro e dello 0,135% oltre questo limite.

Non solo il 18, infine, nella settimana appena trascorsa è cambiato anche un altro articolo dello Statuto dei lavoratori, il 13 che impone all'azienda di adibire il lavoratore "alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito". La delega invece consente "l'utile impiego del personale" in caso di "processi di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale individuati sulla base di parametri oggettivi". In pratica è il via libera al demansionamento (considerato di fatto come il male minore rispetto a un licenziamento) ma a una condizione: la tutela delle condizioni di vita ed economiche. Il che dovrebbe significare che la marcia indietro nella carriera sarà a parità di stipendio.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il