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Tasi, Imu 2014: Roma, Torino, Napoli saldo. Calcolo online F24, codici tributi compilazione seconda casa, prima casa, affitto

C'è la scadenza del 16 dicembre da ricordare per il pagamento del saldo della Tasi sui servizi indivisibili e dell'Imu su abitazioni, capannoni e uffici.




Roma, Torino, Napoli sono sono alcune delle città in cui entro il 16 dicembre occorre pagare i saldi Tasi e Imu 2014. Quest'ultimo non è dovuto dai proprietari di abitazioni principali, purché non di lusso. A giorni è poi atteso il provvedimento di proroga dell'Imu sui terreni agricoli. La Tasi, la tassa sui servizi, è dovuta sia dal proprietario dell'immobile sia dal locatario in una quota variabile tra il 10 e il 30% dell'ammontare complessivo. Per capire quanto pagare è disponibile in questa pagina la nostra calcolatrice online.

I codici tributo per il pagamento della Tasi da indicare nel modello F24 sono 3958 su abitazione principale e pertinenze, 3959 su fabbricati rurali strumentali, 3960 su aree fabbricabili, 3961 su altri fabbricati. Quelli dell'Imu sono 3912 per abitazione principale e pertinenze (solo categorie catastali A1, A8 e A9), 3914 per terreni, 3916 per aree fabbricabili, 3918 per altri fabbricati, 3925 per immobili a uso produttivo, gruppo catastale D, allo Stato, 3930 per immobili a uso produttivo, gruppo catastale D, al Comune.

Provando a fare un esempio su quanto si paga di Tasi, bisogna tenere presente che la base imponibile è la stessa dell'Imu. Occorre calcolare la rendita catastale, rivalutata del 5% e moltiplicata per 160 nel caso di abitazioni, magazzini, autorimesse; 140 di laboratori e locali senza fine di lucro; 80 di uffici, banche, assicurazioni; 65 di opifici e alberghi; 55 di negozi e botteghe. La base imponibile è ridotta del 50% per fabbricati di interesse storico o artistico e fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati.

Il capitolo aliquote è piuttosto complesso: quella di base è all'1 per mille, che i comuni possono ridurre fino all'azzeramento e differenziare per categorie di immobili. Per il 2014 l'aliquota massima non può superare il 2,5 per mille, ma i comuni possono arrivare sino al 3,3 per mille (+ 0,8 per mille) a condizione che con tale aumento siano finanziate detrazioni per le abitazioni principali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il