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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: novità, riforma calcolo negativo svalutazione e restituzione parte assegno anno

Rivalutazione negativa delle pensioni, nuovi tassi per assegni e rischio di dover restituire parte degli assegni già incassati. La situazione




Non solo le regole della riforma pensioni Fornero che stanno penalizzando ormai da due anni i lavoratori, colpendo soprattutto determinate categorie come precoci e usuranti o insegnanti di Quota 96 della scuola, ma a queste norme di uscita dal lavoro si aggiunge anche una possibile rivalutazione negativa delle pensioni che quest’anno, per la prima volta, rischiano di essere svalutate per l’andamento negativo del Pil italiano, portando così ad una diminuzione del valore degli assegni pensionistici.

Per effetto della rivalutazione, le pensioni per il 2015 saranno riviste dello 0,33%, mentre per il 2014 era stato stabilito il tasso dell’1% invece di quello dell’1,1% e cioè significa che nel 2015 i pensionati dovranno restituire parte delle pensione già ricevuta. Il decreto sulla rivalutazione automatica dello 0,33% delle pensioni è stato pubblicato martedì 2 dicembre sulla Gazzetta Ufficiale e, secondo la nuova legge, gli importi per l’assegno minimo sarebbero di 500,88 euro per il 2014 e di 502,38 euro per il 2015.

I nuovi tassi derivanti dalla svalutazione stabiliti dalla Legge di Stabilità sono: 0,3% per assegno fino a 3 volte il minimo, quindi fino a 1502,64 euro; 0,258% per assegno oltre tre e fino a 4 volte il minimo; 0,225% per assegno oltre 4 e fino a 5 volte il minimo; 0, 135% per assegno oltre 5 e fino a 6 volte il minimo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il