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Pensioni uomini, vecchiaia, donne riforma Governo Renzi: novità INPS negative per milioni di persone con tasse e aliquote più alte

Le novità contenute negli emendamenti alla legge di stabilità non rispondono fino in fondo alle esigenze di cambiamento nel sistema previdenziale.




L'impressione è che quando si parla di riforma delle pensioni esistono due pezzi d'Italia. Ce n'è uno che viene tutelato e un altro che viene colpito tutte le volte che c'è bisogno di rimpinguare le casse dello Stato. Altrimenti non si comprendono le ragioni del paventato aumento dell'aliquota Inps per chi è iscritto alla gestione separata ovvero i lavoratori autonomi, e il contemporaneo irrigidimento delle condizioni per aprire una partite IVA con regime dei minimi. Secondo Acta, associazione di freelance, stando così le cose ovvero se non ci saranno cambiamenti nella legge di stabilità, "centinaia di migliaia di professionisti e lavoratori della conoscenza saranno spinti fuori dal mercato del lavoro".

Sì, perché andando a esaminare gli emendamenti approvati ce n'è uno che fissa un tetto a pensioni d'oro, ma solo dal 2015. E un secondo che cancella le penalizzazioni per va in pensione prima dei 62 anni pur avendo 42 anni e 1 mese di contributi (nel caso degli uomini) o 41 anni e 1 mese (se donne). E poi si ragiona sulla tassazione delle Casse previdenziali dei professionisti e dei fondi pensione. Si tratta di misure che, sebbene ben accolte, non rispondono fino in fondo alle esigenze sociale del Paese.

Poi ci sono i numeri reali con i quali fare i conti. Oltre il 41% dei pensionati ha un reddito da pensione inferiore a 1.000 euro al mese: è quanto risulta dal Rapporto Istat su trattamenti pensionistici e beneficiari 2013 nel quale si sottolinea come la percentuale salga al 50,5% tra le donne. La spesa complessiva nell'anno è aumentata dello 0,7% rispetto al 2012 (arrivando a 272,7 miliardi di euro) portando la percentuale sul Pil al 16,85%. La fotografia dell'Istat evidenzia anche una rapida tendenza al ribasso delle pensioni, che registrano quelli che possono essere considerati i primi effetti della tanto contestata riforma Fornero.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il