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Pensioni donne, precoci, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità ultimi dati negativi possono bloccare proposte positive

Dopo prima approvazione novità pensioni positive possibili interventi negativi da Mef e per pareri Ocse: rischi in nuova Legge di Stabilità definitiva




La spesa pensionistica italiana risulta piuttosto elevate, il sistema previdenziale del Belpaese il più rigido d’Europa e le tasse che si abbattono su cittadini e pensioni sono sempre più pesanti, tanto che la pressione fiscale di Italia supera di gran lunga quella dei Paesi europei colleghi.

La situazione dunque è di evidente crisi e proprio per cercare di rendere il tutto più gestibile si stanno susseguendo da mesi proposte e interventi volti a modificare la riforma pensioni Fornero con novità capaci di rendere l’attuale sistema pensionistico più flessibile e più sostenibile. Ma le ultime notizie non riportano nulla di buono.

Mentre infatti si continua a discutere di novità pensioni nella prossima Legge di Stabilità, le cui discussioni in Parlamento riprendono oggi 9 dicembre, e si attende conferma per l’eliminazione delle penalizzazioni per i precoci che decidono di andare in pensione prima dei 62 anni con la maturità contributiva raggiunta, nonché la conferma ufficiale di proroga dell’uscita anticipata per le donne fino al 31 dicembre 2015, si profilano ombre negative che tutto possa essere bloccato, a causa della contrarietà del Mef all’abbassamento dell’età pensionabile e del nuovo giudizio dell’agenzia di rating di Strandard & Poor’s che ha ancora declassato l’Italia.

Ma non solo: anche l’Osce ha avanzato nuove richieste sul taglio alle pensioni che l’Italia dovrebbe attuare. L’Ocse ritiene che le difficoltà economiche attuali stiano rendendo necessaria ‘un'accelerazione delle riforme previdenziali. La crisi spinge molti paesi ad accelerare le riforme per rendere più sostenibile il sistema previdenziale. Tali riforme riguardano in particolare un aumento delle tasse sul reddito pensionistico e sui contributi previdenziali, una riduzione o un rinvio dell'indicizzazione dei benefici pensionistici e un aumento dell'età pensionabile fissata per legge’, mentre per l'aumento dell'età pensionabile, bisognerebbe ‘fare più sforzi per assistere i lavoratori anziani a trovare e a mantenere il lavoro. Fondamentale assicurare un'estensione della carriera lavorativa per consentire un adeguato ritiro pensionistico e una più equa ripartizione generazionale del peso finanziario previdenziale’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il