BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: sempre più bassi gli assegni seppur spesa previdenza aumenta. Incredibile paradosso

Nuova necessità di interventi sulle pensioni dopo ultimi allarmi Istat e Ocse: bisogna taglia la spesa pensionistica italiana ma non solo




Si chiedono interventi sulla riforma pensioni e non solo per garantire la possibilità di uscita anticipata a tutti i lavoratori e non solo per determinate categorie, ma anche per risolvere problemi urgenti come quello della rivalutazione delle pensioni che quest’anno, per la prima volta, dovrebbe essere negativa svalutando così il valore degli assegni pensionistici, invece che aumentarli, per effetto dell’andamento negativo delle pensioni. Ma è necessario intervenire anche per rispondere in maniera adeguata agli ultimi allarmi sulle pensioni italiane che arrivano da Istat e Ocse.

Gli ultimi dati resi noti dall’Istat fotografano una situazione davvero impietosa ed emerge che il 41,3% dei pensionati percepisce un reddito sotto i 1.000 euro al mese, mentre un terzo non arriva a 500 e, in totale, l’80% non supera i 2mila euro, mentre il 5,6% supera i 3.000 euro mensili, con punte oltre i 5.000 euro per l’1,3% della platea. I dati si riferiscono ai trattamenti del 2013, che ha visto pensionarsi 16,4 milioni di persone, circa 200mila in meno rispetto all’anno precedente. Secondo l’Istat, ogni pensionato riceve mediamente 16.638 euro all’anno (323 euro in più della media 2012), ma chi è andato in pensione nel 2013 può contare oggi un reddito di 13.152 euro, inferiore a quello di 16.761 euro percepito da chi era già uscito dal lavoro l’anno prima.

Gli assegni più leggeri sono quelli relativi a pensioni sociali, che coprono il 76% degli importi mensili inferiori a 1000 euro, percentuale che cala al 44,7% tra i pensionati di invalidità, al 29,9% tra i titolari di pensioni di vecchiaia e al 34,6% tra i superstiti. A livello geografico poi, il 47,8% delle prestazioni si concentra nel Nord Italia, dove vive il 48,3% dei titolari e dove viene erogato il 50,6 della spesa. E, infine, nel 2013 la spesa per il sistema previdenziale è stata di 272,7 miliardi, lo 0,7 % in più di rispetto al 2012. Troppo alta.

Così come troppo alta è la spesa pensionistica italiana secondo l’Ocse, che ritiene che una spesa troppo eccessiva possa portare al crollo del sistema. Dagli ultimi dati Ocse emerge come in Italia la spesa previdenziale rappresenti il 32% del totale della spesa pubblica, mentre nel suo Outlook sulle pensioni per il 2014 sottolinea che nei paesi più avanzati la spesa per le pensioni è in media il 18% del totale della spesa pubblica governativa. Il livello più basso è dell'Islanda, con il 5%.

Secondo l'Ocse, la spesa previdenziale italiana è stimata al 14% del Pil nel 2015, al quinto posto tra i paesi Ocse, contro una media del 10%. A lungo termine la spesa per le pensioni italiana si fermerà al 16% del Pil, contro il 12% della media Ocse.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il