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Pensioni donne, anzianità, precoci riforma Governo Renzi: novità contributivo, no penalizzazioni, quota 100,prestito in Parlamento

Attese conferme a novità pensioni già approvate tra dubbi e nuove proposte. E tornano anche le ipotesi di uscita anticipata. Cosa cambierà?




Quali possono essere le reali novità da approvare in Senato nella nuova Legge di Stabilità per modificare l’attuale riforma pensioni? Si può pensare ancora ad ulteriori interventi per l’approvazione di sistemi di uscita anticipata per tutti? Le ultime notizie in merito sono piuttosto contrastanti tra attesa di conferme dell’abolizione delle penalizzazioni per i precoci che vanno in pensione prima dei 62 anni con l’anzianità contributiva raggiunta, però, e la proroga al 31 dicembre 2015 dell’opzione contributivo donna, che darà, ancora per un anno, la possibilità alle donne lavoratrici di andare in pensione prima accettando però una pensione finale calcolata solo con sistema contributivo.

Ma non solo: perché ci potrebbero essere anche rischi che queste conferme saltino. Da sempre, infatti, Mef e Ragioneria di Stato si dicono contrari a interventi sulla riforma pensioni e la posizione del ministro Padoan contro l’abbassamento dell’età pensionabile fa riflettere. Così come fanno riflettere gli ultimi dati Istat sulle pensioni italiane e l’allarme Ocse secondo cui sarebbe troppo elevata la spesa pensionistica italiana. Eppure, insieme alle attese di novità comunque già approvate, cresce anche la speranza di tanti di approvazione di sistemi di uscita anticipata per tutti, da uscita con quota 100 a quella a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, al prestito pensionistico.

Si tratterebbe di sistemi che permetterebbero a tutti i lavoratori l’accesso alla pensione anticipata, a costo zero, e che potrebbero servire anche per dare nuova spinta al mercato del lavoro, visto il blocco delle assunzioni. Permettere, infatti, ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima, su base volontaria, permetterebbe di lasciare  liberi posti di lavoro per cui potrebbero essere assunti nuovi giovani. E questo meccanismo soddisferebbe tanti quanti chiedono maggiore flessibilità per il nostro sistema pensionistico, quanti auspicano che la situazione lavorativa del nostro Paese, con un tasso di disoccupazione (soprattutto giovanile) alle stelle, possa migliorare.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il