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Legge stabilità: pensioni, riforma, quota 96, Irap. partita iva nuovi minimi. Nuovi emendamenti, modifiche in Senato

Sono ancora tante le questioni aperte con la legge di stabilità, a partire da quelle sulla previdenza. Gli emendamento correttivi sono ritenuti insufficienti.




Quali sono le modifiche alle legge stabilità 2014-2015 del governo Renzi. In sede di commissione Bilancio al Senato sta proseguendo l'esame degli emendamenti che dovrebbe condurre al voto dell'Aula solo giovedì. Il testo passerà poi alla Camera dei deputati dove, in caso di accensione del semaforo verde, diventerà legge di Stato. Nulla va dato per scontato, soprattutto sul fronte delle pensioni. Nonostante l'approvazione di un doppio emendamento correttivo della legge Fornero, sono tante le modifiche invocate, come quella sui quota 96 del mondo della scuola, impossibilitati al congedo dal lavoro in seguito all'introduzione delle norme approvate dal governo Monti.

Nonostante i dubbi dei tecnici del Senato il bonus di 80 euro a lavoratori dipendenti e assimilati diventerà strutturale. Nelle ultime ore è spuntata l'indiscrezione di un possibile allargamento a pensionati e autonomi, subito smentito dall'esecutivo. I custodi dei numeri di Palazzo Madama chiedono chiarimenti anche sull'Irap: "In un'ottica di stima prudenziale occorre tener conto anche degli effetti diretti derivanti dall'applicazione della disciplina qui analizzata che potrebbero tradursi in un minor gettito rispetto a quello atteso. Pertanto si chiedono chiarimenti". Battaglia in corso anche sull'irrigidimento delle condizioni per aprire una partita IVA a regime dei minimi.

C'è poi un altro nodo da sciogliere al Senato. Il testo uscito dalla Camera prevede un taglio ai fondi per le Regioni pari a 4 miliardi di euro. I governatori lo giudicano insostenibile ma il governo frena perché le altre modifiche costano e c'è l’impegno a mantenere i saldi complessivi. Sul piatto, per il momento, c’è la proposta di una ricontrattazione agevolata dei mutui. E anche l'impegno ad attutire il colpo che potrebbe arrivare dal trasferimento dei dipendenti delle Province. Sono almeno 20.000 i lavoratori che dovrebbero spostarsi ma per almeno 5.000 si farà ricorso al prepensionamento.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il