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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: una parte del PD contro modifiche contributivo, prestito, quota 100, Mini Pensione

Ancora auspici per modifiche riforma pensioni Fornero e mentre alcuni continuano a puntare su sistemi di uscita anticipa non tutti ne sono concordi




Ci si aspettano ulteriori novità di modifica della riforma pensioni Fornero, come le ultime notizie sulle speranze di inserire nella nuova Manovra piani che consentano l’uscita anticipata a tutti oltre alla conferma del sistema contributivo e opzione donna e la non penalizzazione con i 62 anni di anzianità contributivo.
Ma anche questi elementi, oltre alle altre novità per l0uscita anticipata come quota 100, prestito, Mini pensioni rischiano di essere pesantamente modificati, annullati o rimandati.
E all'interno dello stesso Pd, come vedremo nel corso dell'articolo, c'è chi è contrario ad interventi sull'attuale Legge Fornero.
Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil, ha auspicato che il Senato nella rilettura della Manovra si faccia un passo indietro sulle norme in materia di pensioni che, se non saranno corretti, potrebbero produrre elementi di iniquità.

Secondo Lamonica, l’emendamento che abolisce le penalizzazioni per chi va in pensione anticipata prima dei 62 anni di età, misura valida per i lavoratori precoci e tutti coloro che svolgono lavorai particolarmente faticosi e che mettono a rischio la salute, come quelli esposti all’amianto, potrebbe infatti creare disparità di trattamenti. E a questo si aggiunge il tetto alle pensioni d'oro, che non solo si imporrebbe come limite per chi percepisce pensioni elevate ma anche come norma che andrebbe a colpire tutte le pensioni e che potrebbe rivelarsi pertanto incostituzionale.

Sono comunque diversi i capitoli pensioni ancora aperti e che difficilmente verranno chiusi entro quest’anno. Secondo Claudio Micheloni, senatore PD, e Stefano Patriarca, economista, come riportato dal Sole 24 Ore, bisogna intervenire certamente con modifiche alle pensioni, soprattutto alla luce degli ultimi dati di Istat e Ocse che fotografano una situazione pensionistica italiana davvero allarmante, tra l’elevato peso delle pensioni sulla spesa pubblica (tra pensioni d’oro ed erogazione delle baby pensioni) e sul Pil e il valore decisamente basso degli assegni pensionistici italiani. Basti pensare che la maggior parte dei pensionati vivono con meno di mille euro al mese e alcuni, circa due milioni, anche con meno di 500. E questi numeri danno il quadro di una situazione che va decisamente cambiata.
 
Ciò che serve, secondo Micheloni e Patricarca, è innanzitutto risalire dalla condizione di difficoltà economica che l’Italia sta attraversando e che ha portato nel 2014 la spesa pensionistica al valore record di quasi il 17% del Pil e se ritengono che la decisione del governo di erogare parte del Tfr in busta paga possa essere una buona mossa, soprattutto a sostegno, oggi, di quelle famiglie che per vivere bene avrebbero bisogno addirittura di un terzo stipendio, non sono poi così concordi (come altri appartententi al Pd) con quei meccanismi di pensione anticipata come uscita a quota 100, prestito pensionistico e sistema contributivo per tutti che, nonostante i benefici anche da un punto di vista lavorativo in grado di garantire liberando nuove occupazioni per i più giovani a seguito di prepensionamenti dei più anziani, non sarebbero poi così vantaggiosi da un punto di vista di conti pubblici.

Eppure c’è chi auspica che proprio questi sistemi possano essere l’ultima novità da inserire nella nuova Manovra, anche se le recenti dichiarazioni di voci politiche autorevoli, dal ministro del Lavoro Poletti, al ministro Boschi, al commissario Inps Tiziano Treu hanno lasciato ben intendere che eventuali interventi sulle pensioni in questo senso potranno essere pensati magari il prossimo 2015, quando forse, a differenza di quanto sostenuto al momento dal ministro dell’Economia Padoan, i tempi nel nostro Paese saranno più maturi per agire in questa direzione, permettendo l’uscita anticipata a tutti e non solo a determinate categorie di lavoratori.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il