BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni donne e uomini Governo Renzi: riforma, novità, ennesimo paradosso. Spese altissime e assegni sempre più bassi

Troppo bassi i trattamenti pensionistici dei pensionati italiani ma la spesa previdenziale risulta altissima: occorre intervenire per rendere il sistema più flessibile e più sostenibile




A pochi giorni ormai dall’approvazione definitiva della nuova Legge di Stabilità continua ad essere piuttosto confusa la situazione sulla riforma pensioni, le novità approvate sono ancora non ufficiali e le ultime notizie non certo positive. Si continua a discutere di necessità di interventi e di sistemi di uscita anticipata che sarebbero decisamente vantaggiosi non solo per rendere il sistema pensionistico attuale più flessibile ma anche perché potrebbero sostenere una nuova spinta al mercato occupazionale, giacchè permettendo la pensione anticipata i lavoratori più anziani si libererebbero nuovi posti di lavoro per i più giovani oggi disoccupati. Senza considerare che meccanismi come uscita a quota 100, a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, o con prestito pensionistico, sarebbero a costo zero.

Eppure mentre c’è chi li sostiene, c’è chi invece non ritiene sia il momento giusto per approvare questo tipo di cambiamenti. E a rendere più ‘pesante’ questa situazione di confusione si aggiungono i dati allarmanti sulle pensioni italiane che arrivano da Istat e Ocse.

Dagli ultimi dati emerge che il 41,3% dei pensionati percepisce un reddito sotto i 1.000 euro al mese, mentre un terzo non arriva a 500 e, in totale, l’80% non supera i 2mila euro, mentre lo il 5,6% supera i 3.000 euro mensili, con punte oltre i 5.000 euro per l’1,3% della platea, il che dimostra benissimo la condizione di grave difficoltà in cui versano i pensionati italiani, ancor più triste se si pensa che hanno lavorator una vita intera per arrivare a vivere così poco dignitosamente.

Per trattamenti pensionistici troppo bassi, di contro si ha una spesa previdenziale troppo alta. Lo sottolinea l’Ista e lo sottolinea anche l’Ocse. Gli ultimi dati Ocse attestano, infatti, che la spesa previdenziale in Italia rappresenti il 32% del totale della spesa pubblica, mentre nei paesi più avanzati la spesa per le pensioni è in media il 18% del totale della spesa pubblica governativa. Il livello più basso è dell'Islanda, con il 5%. E’ chiaro, dunque, come anche in questi casi il consiglio all’Italia è quello di intervenire sulle pensioni ma con tagli che rendano il sistema più sostenibile.   

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il