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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: tra paradossi emersi prepensionamenti statali, contributi maggiori, tagli assegni

Cambiano le pensioni ma le novità non sono tutte positive: probabile dietrofront su cancellazione penalizzazioni per uscite anticipate ma non solo




Arriva in Senato un nuovo emendamento che chiede un’ulteriore modifica alla riforma pensioni e prevede che l’abolizione delle penalizzazioni non valga per tutti coloro che vanno in pensione anticipata prima dei 62 anni, ma solo per coloro che maturano assegni inferiori a circa 3500 euro lordi mensili, lasciando per tutti gli altri le penalizzazioni oggi previste dell’1% per il primo anno di anticipo di uscita dal lavoro e del 2% per i successivi. Si tratta certamente di una novità che non piace e non rallegra, tanto che il viceministro dell’Economia Morando ha fatto sapere che difficilmente questo nuovo emendamento potrà essere approvato. Ma non è l’unica.

Le ultime notizie sulla riforma pensioni ed eventuali modifiche previste non sono poi così positive. I cambiamenti ci saranno ma non saranno quelli auspicati e mentre cresce l’attesa della conferma della decisione Inps di prorogare fino a fine 2015 l’opzione contributivo donna, arrivano ingiustizie che colpiscono tutto il mondo dei pensionati, anche di coloro che rientrano tra quelli fortemente penalizzati non solo dalle norme Fornero ma anche dall’andamento economico dell’Italia di oggi.

E’ stato, per esempio, approvato il tetto alle pensioni d’oro, che prevederà tagli ai trattamenti pensionistici, ma il paradosso è che questi tagli non colpiranno solo coloro che percepiscono le pensioni più alte, ma tutti i pensionati, giacchè non è stato fissato un limite di importo, per cui i tagli colpiranno tutti. E questa ingiustizia si aggiunge il grave problema, su cui ancora tutto tace, della rivalutazione negativa delle pensioni che quest’anno potrebbero essere svalutate a causa dell’andamento negativo del Pil e calare di valore, il che sarebbe un altro paradosso.

Esponenti di forze politiche, sin dal momento in cui si è prospettata tale possibilità, hanno assicurato che si sarebbe intervenuti per evitare questa svalutazione ma finora non è stato presentato alcun emendamento che possa risolvere questo problema. E potrebbero, inoltre, aumentare anche le aliquote Inps. Tutto questo quadro dimostrerebbe ancora una volta come a pagare il prezzo della crisi siano, di nuovo, le categorie meno privilegiate.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il