Tasi, Imu 2014: terreni agricoli, prima casa, seconda casa. Molti Comuni fanno richiesta proroga seconda rata non solo sui primi

Nonostante manchi meno di una settimana al pagamento della seconda rata di Imu e Tasi 2014, sono ancora tanti i nodi da sciogliere.

Tasi, Imu 2014: terreni agricoli, prima


L'appuntamento con il pagamento del saldo di Imu e Tasi 2014 si avvicina. Entro il 16 dicembre occorre versare la seconda e ultima rata delle due imposte. Ci sono però alcune incertezze da verificare città per città. La prima è relativa a quei comuni che non hanno deliberato aliquote e detrazioni Tasi nei tempi richiesti. In questo caso, i contribuenti coinvolti non hanno versato la prima rata e sono chiamati adesso a pagare l'intero importo, calcolato però secondo l'aliquota base. La cifra richiesta è dunque al minimo consentito dalle legge.

Poi c'è il problema di quelle amministrazioni comunali che hanno cambiato l'aliquota Imu costringendo così i proprietari di prime case di lusso, di seconde abitazioni e gli intestatari di capannoni e uffici, a rifare i calcoli prima di presentarsi con il modello F24 a uno sportello bancario o postale. Il suggerimento è di verificare eventuali variazioni presso il proprio comune o sul sito del dipartimento delle Finanze. A quel punto è possibile procedere con i calcoli per i quali è gratuitamente disponibile il nostro simulatore online.

Si resta poi in attesa del provvedimento ufficiale dello spostamento della scadenza per il pagamento dell'Imu sui terreni agricoli a gennaio. Il decreto del Ministero dell'Economia aveva fissato in 600 metri l'altitudine massima per l'obbligo di versare l'imposta. Il punto di riferimento per sapere se il proprio terreno rientrava fra quelli sottoposti a tassazione era stato individuato nel sito dell'Istat. Erano stati esentati i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, dei comuni tra 281 e 600 metri.

Infine, c'è il caso di quei comuni, come quello di Firenze, nei quali associazioni di categoria di commercianti e imprenditori chiedono la proroga della scadenza, così come accade in altre parti d'Italia, per via dei danni provocati dalle alluvioni dei giorni scorsi.

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di Marianna Quatraro pubblicato il