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Sciopero venerdì oggi Milano, Roma, Napoli, Torino uffici pubblici, metro, treni, bus, scuole, ospedali. Orari 12 Dicembre 2014

Domani venerdì 12 dicembre si ferma il trasporto pubblico ma non solo: contro le misure del Jobs Act protesta tutto il mondo dei dipendenti pubblici




E’ stato indetto da Cgil e Uil lo sciopero generale dei trasporti pubblici, che si terrà domani, venerdì 12 dicembre, in tutte le principali città di Italia, pensati per protestare contro il Jobs Act, le misure della Legge di Stabilità le politiche sul lavoro del governo Renzi che ancora una volta hanno bloccato il rinnovo di contratti e stipendi dei dipendenti pubblici. A Milano, Atm conferma che lo stop del trasporto dalle 19 al termine delle corse e coinvolgerà l’intera rete; a Torino, lo sciopero coinvolgerà il servizio urbano, suburbano e le metropolitane dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 20, mentre i lavoratori delle autolinee extraurbane e del servizio ferroviario locale si fermeranno dalle 12 alle 14:30 e dalle 17:30 alle 23; disagi anche a Bologna per otto ore, dalle 9 alle 17, a Roma e Napoli, dove i dipendenti di Anm protesteranno dalle 9 alle 17.

Fermo anche il trasporto aereo: dalle 10 alle 18, incroceranno, infatti, le braccia i lavoratori del comparto aereo. E dovrebbe scioperare anche, sempre dalle 9 alle 17, il personale del comparto ferroviario e delle navi traghetto, anche se il ministro dei Trasporti Lupi ha precettato i ferrovieri dallo sciopero di domani, considerando che il comparto si fermerà già sabato 13 dicembre e domenica 14. Ma la situazione per quanto riguarda Trenitalia, Trenord e Italo è ancora piuttosto confusa.

Ma a fermarsi domani in Italia non sarà solo il trasporto pubblico, che provocherà certamente grossi disagi, soprattutto ai pendolari, ma anche il comparto degli uffici pubblici. Molti uffici, infatti, potrebbero rimanere chiusi, così come gli ospedali, e potrebbero essere bloccati anche i servizi mensa, e in tal caso di insegnamento, nelle scuole. E sono previste anche manifestazioni in alcune città italiane contro le nuove norme della riforma del Lavoro.

Alessio Gramolati, segretario Cgil, spiega: “Crescono disoccupazione e precarietà. Diminuiscono i redditi. Aumentano tariffe e tasse locali. Calano ancora i consumi. Non c’è ripresa degli investimenti. Aumentano del 14% i super ricchi, più che altrove. Non c’è una lotta efficace all’evasione e al lavoro nero. A queste verità si è opposto e imposto il Jobs Act mandando il messaggio che in Italia sarà facile investire perché sarà ancora più facile licenziare”. Secondo il segretario ciò dimostra che “di nuovo, di fronte alla sfida competitiva si oppone l’abbassamento dei diritti. Ma nessun paese è mai diventano più forte impoverendo il lavoro”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il