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Imu terreni agricoli 2014: proroga al 26 Gennaio in Consiglio dei Ministri ufficiale. Calcolo non viene modificato

Imu 2014 sui terreni agricoli: la proroga ufficiale è arrivata dal Consiglio dei Ministri




AGGIORNAMENTO: Novità e ultime notizie per quanto riguarda l' Imu 2014sui terreni agricoli e non. E' arrivata in estremis la proroga al 26 Gennaio dal Consiglio dei Ministri di ieri venerdì 12 Dicembre 2014, una delle poche vie che avevamo previsto ancora come possibili.
Al momento, dunque, non si pagherà il 16 Dicembre anche se le regole alla prossima scadenza al momento rimangono uguali. Ma c'è tempo per di un più mese per cercare di modificare e fare una norma diversa con tutti i soggetti interessati. Vi terremo aggiornati.

Solo con il prossimo Consiglio dei ministri sarà ufficiale la proroga della scadenza del pagamento dell'Imu sui terreni agricoli. Senza un provvedimento ufficiale si resta ancorati alla data del 16 dicembre 2014 come ultimo giorno utile per mettersi in regola. Inizialmente convocato per questa mattina, premier e ministri si riuniranno domani alle 18. La strada scelta è dunque quella del decreto legge. I tempi dello slittamento non saranno molto lunghi. Il prossimo appuntamento con la cassa dovrebbe essere individuato fra un mese e mezzo ovvero martedì 26 gennaio 2015.

La conferma è arrivata dalle parole del sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti, secondo cui "il governo si impegna a sfruttare questo più ampio arco temporale per valutare anche una revisione dei criteri". Sì, perché quelli individuati nel decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale hanno provocato la sollevazioni di amministrazioni comunali e associazioni di categoria. A eccezione dei comuni della provincia autonoma di Bolzano che ha istituito l'Imposta municipale immobiliare in sostituzione delle imposte comunali immobiliari introdotte con legge dello Stato, erano stati chiamati a pagare tutti i proprietari di terreni sotto i 600 metri di altezza.

Erano state previste esenzioni per i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, dei comuni ubicati a un'altitudine tra 281 e 600 metri e per i terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inuspicabile. Non c'era stata differenziazione per i terreni in zone a rischio idrogeologico o in territori colpiti da alluvioni o terremoti. Il provvedimento, poi, si inseriva nel contesto del taglio di 350 milioni di euro al Fondo di solidarietà, che va a colpire i comuni montani.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il