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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie:oltre referendum ricorsi nuovi dopo INPS,partiti bloccati MEF a Corte Costituzionale

Novità pensioni alla vigilia del voto in Senato sulla nuova Manovra e problemi arrivati nelle mani della Corte Costituzionale: quali le soluzioni?




Sono diverse le novità sulla riforma pensioni Fornero su cui si discute alla vigilia del voto in Senato sulla nuova Legge di Stabilità ma sono anche diversi i problemi, come le ultime notizie riportano, che bisogna affrontare per chiudere partite importanti in merito. Il primo, quella della rivalutazione negativa delle pensioni che quest’anno potrebbero essere svalutate, invece che essere aumentate, seppur leggermente. Resta da chiudere poi la partita su esodati e quota 96 della scuola. Anche nella nuova Legge di Stabilità è stato ancora bocciato l’emendamento che prevedeva soluzioni per il loro pensionamento, così come già accaduto nei mesi scorsi con la riforma della P.A.

A bloccare il congedo dei quota 96 Mef e Ragioneria dello Stato che continuano a ribadire come al momento non vi siano le risorse economiche necessari per permettere ai 4mila interessati, tra docenti e personale Ata, di andare in pensione, pur avendo loro maturato già i requisiti di accesso alla pensione e ben oltre due anni fa. Poiché la situazione è ancora al palo, parte degli interessati hanno deciso di fare ricorso alla Corte Costituzionale mentre altri si affidano a quel referendum abrogativo della riforma pensioni Fornero lanciato dalla Lega che se vincesse farebbe tornare in vigore le vecchie regole pensionistiche, risolvendo subito il problema dei quota 96, così come quello degli esodati.

In attesa di una decisione del governo, che tra l’altro ancora si attende nonostante la decisione Inps di proroga dell’opzione donna, si era già ricorsi, in class action, alla Corte Costituzionale proprio per rivendicare la possibilità per le donne di andare in pensione prima fino alla fine del 2015 come inizialmente stabilito, norma poi spostata in avanti al 30 novembre 2014. Ora un’altra questione pensioni arriva nella mani della Corte Costituzionale, e della Corte di Giustizia europea, vale a dire quella dell’aumento retroattivo della tassazione sui fondi pensione.

La  Legge di Stabilità vuole infatti alzare la tassazione sui rendimenti annui dei fondi pensione dall'11,5 al 17%, meno del 20% previsto nella prima versione, ma comunque un aumento cui dovranno essere soggetti coloro che scelgono di investire i propri risparmi nella previdenza complementare per cercare di assicurarsi un futuro migliore, per sé o per i propri figli. Un aumento comunque negativo e che potrebbe scoraggiare molti italiani ad avvicinarsi a questo tipo di investimento. Preoccupata per questa eventuale nuova norma Assofondipensione.

Il presidente Michele Tronconi ha spiegato che bisogna rispettare i lavoratori “che aderiscono ai nostri fondi. E se il Governo sbaglia i suoi interventi, noi abbiamo innanzitutto il dovere di chiederne la correzione. Poi però abbiamo anche il dovere, così come il Governo che pretende più imposte dai cittadini, di ricostruire un clima di collaborazione. Nonostante l'aggravio della tassazione sui rendimenti, la scelta di aderire alla previdenza complementare, soprattutto quella negoziale, si conferma la più conveniente rispetto a tutte le alternative”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il