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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: fondi per modifiche esistono. Il problema è cambiare l'attuale gestione spesa

Interventi sulle pensioni bloccati per mancanza di risorse finanziarie necessarie ma in realtà i fondi ci sono: da dove derivano e come utilizzarli al meglio?




Ben 59 miliardi di euro: questa la cifra stimata dall'ufficio studi della Cgia di Mestre spesi tra il 2009 e il 2013 per sostenere gli ammortizzatori sociali. Secondo il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, “Se analizziamo l’andamento registrato in questi ultimi anni notiamo che c’è stato un boom della spesa delle misure di sostegno al reddito dei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro. Dai circa 10 miliardi riferiti al 2009 si è saliti a quota 14,5 nel 2013. Importo, quest’ultimo, che dovrebbe essere raggiunto anche nel 2014. Per contro, invece, la copertura garantita dai contributi versati dalle imprese e dai lavoratori dipendenti è rimasta praticamente la stessa. Se nel 2009 era pari a 8,4 miliardi, nel 2013 è stata di poco superiore ai 9 miliardi di euro. Questo si traduce in un saldo sempre più negativo ovvero il costo degli ammortizzatori sociali è sempre più a carico della collettività. Era pari a poco più di 1,5 miliardi nel 2009, l’anno scorso ha sfiorato i 5,5 miliardi di euro”.

Si tratta dunque di soldi, quelli per gli ammortizzatori sociali, in costante crescita, ma se una parte di questi venisse data a chi non trova lavoro e ha già 58 e 62 anni con una pensione che prevede però penalizzazioni, come se si stesse erogando un prestito pensionistico, probabilmente si risparmierebbero soldi e si darebbe la possibilità ai pensionati di vivere in maniera più serena e dignitosa, come dimostra il sistema contributivo donna.

Parte delle risorse da impiegare sempre nella previdenza potrebbero derivare anche da interventi e tagli sulle pensioni d’oro e su quelle più alte di reversibilità, cumuli e arginando le truffe che continuano ad esserci per le pensioni dei disabili che in tantissimi casi si rivelano perfettamente sani. Tagliando queste spese, lo Stato certamente risparmierebbe, avrebbe quindi le risorse necessarie per agire, in una logica di equità, per uniformare le pensioni. E, insieme a queste eventuali risorse che potrebbero derivare da queste misure, andrebbero aggiunti quei tagli della spending review che dovevano essere fatti ma di cui non si parla più.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il