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Pensioni anzianità, donne, precoci riforma Governo Renzi: novità incerte no penalizzazioni, contributivo, quota 100.Voto rimandato

Novità in corso sulla riforma pensioni: dagli emendamenti alla legge di stabilità potrebbero saltare fuori cambiamenti anche di segno negativo.




La riforma pensioni Renzi nell'ambito della legge di stabilità è al vaglio del Senato. Sono poco meno di 4.000 gli emendamenti al testo della manovra. Inevitabile allora lo slittamento del voto nell'Aula di Palazzo Madama: secondo le ultime notizie, l'appuntamento è rinviato al fine settimana o ai primi giorni della prossima. Solo dopo il via libera del Senato, ci sarà la pronuncia definitiva della Camera dei deputati. In questo contesto ci sono in ballo diverse modifiche al sistema previdenziale italiano. Il più rilevante è la cancellazione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 con la maturazione di tutti i requisiti contributivi.

Ebbene, mentre sembrava che l'emendamento, già approvato dalla Camera dei deputati, potesse avere vita facile anche in Senato, ecco che è spuntata l'indiscrezione della possibile individuazione di un tetto all'importo dell'assegno mensile (3.500 euro al mese) oltre il quale l'abolizione delle penalizzazioni non avrebbe più valore. Tuttavia il viceministro dell'Economia, Enrico Morando, ha smentito questa ipotesi. Non sembrano esserci ostacoli alla fissazione di un tetto alle pensioni d'oro mentre è ancora in corso il dibattito sulla revisione della tassazione delle casse previdenziali dei professionisti e i fondi pensione.

Sono invece destinate a rimanere sulla carta tutte le proposte di modificare la legge Fornero in maniera più incisiva ovvero intervenendo sul versante della flessibilità favorendo l'uscita anticipata. Si andava dall'allargamento a tutti i lavoratori del sistema di calcolo con il metodo contributivo all'introduzione del ponte previdenziale con cui dare l'opportunità del ritiro ai disoccupati over 50 privi di cassa integrazione e sussidi statali, dal pensionamento a 62 anni con 35 anni di contributi fino ad arrivare alla cosiddetta quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il