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Pensioni donne, vecchiaia, uomini Governo riforma Renzi: novità uscita anticipata e calcolo assegno. I problemi crescono

Non sarà semplice riuscire a portare a casa la riforma pensioni con la legge di stabilità a causa di resistenze e della crisi economica.




Sono tante le variabili da tenere in considerazione quando si affronta la questione della riforma pensioni Renzi. Come raccontano le ultime notizie, la recessione economica del Paese ha portato alla rivalutazione negativa degli assegni. Si tratta di un aspetto da non trascurare, così come le resistenze di parte dei senatori all'approvazione dell'emendamento alla legge di stabilità che prevede la cancellazione delle penalizzazioni per chi, nonostante la maturazione dei requisiti contributivi richiesti, si ritira dal lavoro prima dei 62 anni di età.

Ogni decisione passa anche dai numeri. Secondo le previsioni d'autunno della Commissione europea il rapporto tra il deficit e il prodotto interno lordo italiano nel 2015 sarà del -2,7%. Tuttavia è prevista una crescita dello 0,6% del tasso di crescita del prodotto interno lordo italiano per l'anno prossimo secondo le stime di Bruxelles. Quest'anno è stato registrato -0,4%. Infine è stato messo in conto un 133% di rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo italiano per il 2015. Per il 2014 il dato si attesta al 132,2%. Si tratta di cifre dalle quali non si può prescindere considerando che l'incidenza della spesa per pensioni sul Pil è cresciuta di 0,22 punti percentuali, dal 16,63% del 2012 al 16,85% del 2013, senza però che coincidesse con un aumento dell'importo degli assegni.

Ma molte delle soluzioni proposte per rendere più flessibile la legge Fornero sono a costo quasi zero dello Stato. Si va dall'allargamento a tutti i lavoratori del sistema di calcolo con il metodo contributivo (con il vantaggio di far risparmiare soldi per le pensioni e favorire il ricambio generazionale) al ponte previdenziale suggerito dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, con cui dare l'opportunità del ritiro ai disoccupati over 50 privi di cassa integrazione e sussidi statali, fino ad arrivare al pensionamento a 62 anni con 35 anni di contributi e all'introduzione di quota 100 come somma di età anagrafica e anni di contribuzione.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il