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Pensioni donne, anzianità, uomini Governo Renzi: riforma, novità della settimana tra indicazioni positive e negative e discussioni

Dopo il via libera al Jobs Act, è ancora confusione sulle pensioni: la situazione aggiornata e cosa aspettarsi in Legge di Stabilità 2015




Dopo un via libera piuttosto discusso alle misure del Jobs Act, a suscitare confusione e discussioni sono le novità sulla riforma pensioni, o meglio, le eventuali novità, viste le ultime notizie piuttosto contraddittorie. Nonostante, infatti, si aspetti il voto in Senato alla nuova Legge di Stabilità che confermi le misure già approvate, vale a dire l’abolizione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni e la proroga dell’opzione contributivo donna, sono diversi i timori che si nutrono su un possibile slittamento di modifiche alla previdenza il prossimo anno. Del resto, già qualche settimana fa i ministri Boschi e Poletti e poi il commissario Inps Treu, avevano chiaramente dichiarato che provvedimenti specifici sulle pensioni sarebbero arrivati nel 2015.

E molto probabilmente così sarà, viste le divergenze interne allo stesso Pd sulla questione, nonché la ‘minaccia’ del referendum abrogativo indetto dalla Lega che chiede una totale cancellazione della riforma pensioni Fornero, cosa che, se diverse forze politiche e sindacati appoggiano, altri scongiurano, perché cancellare l’attuale legge pensionistica e risolvere immediatamente i casi di esodati e quota 96, ancora in attesa di risposte dal governo, significherebbe cancellare anche quei risparmi da 80 miliardi di euro che la legge Fornero è capace di garantire fino al 2021, cifra considerevole a cui il governo, vista la situazione di difficoltà economica dell’Italia, non vuole certo rinunciare.

E c’è poi il ministro dell’Economia Padoan che ritiene da sempre sia necessario lasciare l’attuale riforma pensioni così com’è, senza abbassare per nessuno l’età pensionabile. E forse l’anno si chiuderà senza alcuna novità sperata. E la delusione potrebbe arrivare non solo per coloro che avevano tirato un sospiro di sollievo vedendosi cancellare i disincentivi per la pensione anticipata e per le donne, contente di poter andare in pensione prima ancora per un altro anno, ma anche tutti coloro che avevano chiesto piani di uscita anticipata per tutti, con prestito pensionistico o quota 100.

Eppure, se eventualmente ci fosse bisogno di risorse, ci sarebbero, anche se finora sono state spese male, come dimostrano i miliardi (troppi) impiegati per rifinanziare gli ammortizzatori sociali. A prescindere però dall’età pensionabile da modificare, restano da risolvere il problema della rivalutazione negativa delle pensioni, che quest’anno potrebbero essere svalutate invece che aumentare, seppur un minimo; quello della definizione delle nuove tassazioni su fondi pensioni e casse previdenziali private; e le richieste di Fmi, Ocse e Ue che chiedono al governo italiano di intervenire sulle pensioni ma con dei tagli, perché la spesa previdenziale nel Belpaese risulta troppo alta, a livelli record, rispetto a quella che si registra negli altri Paesi europei.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il