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Pensioni donne, vecchiaia, uomini riforma Governo Renzi: novità dichiarazioni Madia, Padoan, Poletti, Salvini, Damiano

Cosa aspettarsi per la riforma pensioni in nuova Legge di Stabilità? Le ultime notizie riportano posizioni politiche contrastanti ed è ancora confusione




Tra modifiche di uscita anticipata, soluzioni per rivalutazione negativa delle pensioni e interventi probabilmente rimandati al prossimo anno, sembrano piuttosto confuse le ultime novità sulla riforma pensioni Fornero e le ultime notizie riportano le posizioni, piuttosto diverse, delle diverse forze politiche. Mentre, infatti, il ministro dell’Economia Padoan continua a dirsi non favorevole a interventi di modifica sulle pensioni, perché in Italia non sarebbero ancora maturi i tempi per intervenire abbassando l’età pensionabile per tutti; mentre Matteo Salvini continua a rilanciare il suo referendum che chiede l’eliminazione totale della legge pensionistica Fornero, che ha, tra l’altro, creato grossi problemi, da caso esodati a questione dei quota 96 della scuola, ci sono anche forze politiche che auspicano cambiamenti immediati, orientati verso una maggiore flessibilità.

Primo fra tutti, Cesare Damiano che insiste sulla necessità di introdurre elementi flessibili nell’attuale sistema pensionistico per riuscire a garantire a tutti una possibilità di prepensionamento che farebbe ‘bene’ non solo ai lavoratori più anziani che non riescono a maturare i requisiti oggi richiesti e ritenuti molto rigidi, e sempre a fronte di penalizzazioni, per cui senza richiedere ulteriori risorse allo Stato, ma anche all’occupazione, visto che per l’uscita anticipata di alcuni lavoratori lascerebbe posti di lavoro liberi in cui reimpiegare i più giovani oggi disoccupati. Questo meccanismo contribuirebbe, dunque, a iniziare a risolvere uno fenomeno negativo decisamente pesante ormai del nostro Paese, quale la piaga della disoccupazione, che regna soprattutto tra i giovani.

E se da una parte c’è Damiano che incalza il governo per interventi flessibili, dall’altra ci sono il ministro Alfano, che apre a possibili modifiche sugli aumenti previsti per la tassazione di fondi pensione e casse previdenziali dei professionisti, e il ministro Madia che torna invece a riproporre la possibilità di uscita anticipata con le vecchie regole pensionistiche per il personale delle Province in esubero. Si tratterebbe di coloro che si ritroverebbero in questa condizione a causa della riforma Delrio e che, in buona parte, potrebbero essere mandati in pensione prima, mentre gli altri dipendenti in soprannumero verrebbero reimpiegati in altri entri, da Comuni e Regioni ad università, per esempio.

Le speranze sono, quanto meno, che, in occasione del voto in Senato sulla Legge di stabilità 2015, vengano confermate le misure già approvate, vale a dire slittamento a fine 2015 della possibilità di uscita anticipata con sistema contributivo per le donne lavoratrici, sia dipendenti che autonome, e abolizione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni. Ma vi sarebbero timori anche sull’approvazione, che sembrava certa fino a qualche giorno fa, di queste misure, visto che il ministro del Lavoro Poletti in primis, ma anche altre voci autorevoli hanno detto che interventi concreti per le pensioni potrebbero arrivare solo nel 2015. E in questo si aggiungono le richieste di Ocse, Fmi e Ue che chiedono all’Italia soprattutto di tagliare le pensioni, vista l’elevata spesa pensionistica che si registra nel Paese a fronte, però di valori degli assegni mensili decisamente troppo bassi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il