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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: situazione questa settimana. Rimane tutto molto incerto tra conferme e smentite

Quali novità pensioni potrebbero essere davvero approvata in nuova Legge di Stabilità? Ci saranno o bisognerà aspettare il prossimo anno?




Ancora poche o forse nessuna novità sulla riforma pensioni Fornero potrebbe arrivare nella Legge di Stabilità 2015. Se sono andate via via definendosi le altre misure che entreranno in vigore dal prossimo 2015, c’è ancora tanta confusione sulla questione previdenziale e le ultime notizie alla vigilia del voto in Senato, che potrebbe arrivare questo week end o comunque in settimana, restano ancora dubbie. Dubbi anche sull’approvazione ufficiale di misure già passate, come la proroga stabilita dall’Inps della opzione contributivo donna fino al 31 dicembre 2015 e l’abolizione delle penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima dei 62 anni. Solo due giorni fa si parlava, in riferimento a quest’ultima misura, della possibilità che questa norma, che inizialmente avrebbe dovuto interessare tutti, fosse valida solo per coloro che guadagnano fino a 3.500 euro lorde al mese, lasciando per tutti gli altri le penalizzazioni oggi previste.

Cosa che però a distanza di poco è stata smentita dal viceministro dell’Economia Morando. E mentre c’è chi continua ad auspicare ulteriori interventi che prevedano l’approvazione di piani di uscita anticipata per tutti, cosa che difficilmente sarà realizzata ma che è più probabile slitti al prossimo anno, come anticipato da ministro del Lavoro Poletti, commissario Inps Treu e Santini del Pd, gli interventi alle pensioni chiesti invece all’Italia dagli organi internazionali, da Fmi, a Ocse, e Ue, sono di tagli ad una spesa pensionistica che risulta troppo elevate.

Di contro, sono troppo bassi gli assegni pensionistici mensili che vengono erogati, basti pensare che la maggior parte dei pensionati italiani vive con meno di mille euro al mese e circa due milioni anche con meno di 500 euro, e che rischiano di abbassarsi ancor di più l’anno prossimo per effetto, per la prima volta, della rivalutazione negativa a causa dell’andamento del Pil italiano e dei tagli che colpiranno non solo le pensioni d’oro ma tutte le pensioni.

In gioco poi, restano le modifiche necessarie da attuare per evitare che si arrivi effettivamente al voto su quel referendum abrogativo lanciato dalla Lega, che sta dividendo forze politiche e sindacati, che chiede l’eliminazione totale dell’attuale riforma pensioni, che consentirebbe, allo stesso tempo, di chiudere i casi di esodati e quota 96 della scuola, per cui il governo non ha ancora definito una soluzione concreta e immediata.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il