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Pensioni anzianità, donne, precoci riforma Governo Renzi: novità da Padoan, Alfano, Poletti, Damiano, Salvini, Madia

Nonostante le attese novità sulla riforma pensioni nella Legge di stabilità, più probabili interventi per il prossimo 2015: nuove dichiarazioni esponenti politici




Mentre Mef e Ragioneria di stato continuano a valutare le novità pensioni, mentre è ancora in alto mare la questione dei quota 96 della scuola, le ultime notizie sulla riforma pensioni risultano piuttosto confuse tra chi continua a proporre modifiche, soprattutto orientate verso la flessibilità, chi, come la Lega di Salvini, sostenuta da altri partiti politici e parte dei sindacati, ribadisce l’importanza del referendum di abrogazione totale della riforma pensioni Fornero, e chi, invece, ritiene che interventi concreti sulle pensioni potranno arrivare solo l’anno prossimo. Diverse le opzioni in ballo al momento, le più importanti quelle che prevedono la conferma, nella Legge di Stabilità, dell’eliminazione delle penalizzazioni per chi va in pensione anticipata prima dei 62 anni e del rinvio dell’opzione donna fino al 31 dicembre 2015.

Tanti, però, i dubbi e timori in merito. Si pensa, infatti, che anche questi provvedimenti possano slittare o che, per quanto riguarda la norma che cancella le penalizzazioni per le pensioni anticipate, possano arrivare modifiche alla misura. Intanto, il ministro Alfano apre alla discussione su modifiche all’aumento della tassazione su fondi pensione e Casse previdenziali dei professionisti, aprendo alla possibilità di ridurre tali aumenti, portando quello sulle Casse al 20% e non al 26 come proposto nella prima versione della Manovra, e quello sui fondi pensione al 17% e non al 20%; mentre il ministro Madia apre nuovamente alla possibilità di prepensionamento per il personale in esubero delle Province.

Parte dei dipendenti in esubero per effetto della riforma Delrio potranno dunque andare in pensione anticipata, saranno individuati dagli enti stessi quelli che potranno beneficiare di questa novità, mentre gli altri in soprannumero saranno reimpiegati in altri enti come Comuni, Regioni, ma anche università o uffici giudiziari. E mentre il ministro Padoan continua a ribadire la sua posizione di contrarietà ad ogni intervento sull’attuale riforma pensioni che, comunque, nonostante errori e iniquità, è capace di assicurare risparmi fino a 80 miliardi di euro fino al 2021, Cesare Damiano rilancia e continua a richiamare interventi orientati verso una maggiore flessibilità in uscita.

Serve introdurre quei sistemi di uscita anticipata che possano modificare la riforma Fornero, senza che si arrivi alla sua completa cancellazione, obiettivo del referendum indetto dalla Lega, per sostenere quei lavoratori che chiedono di andare in pensione prima perché non riescono a maturare i rigidi requisiti pensionistici oggi in vigore, eppure, nonostante questi interventi siano effettivamente necessari, nonostante si sia discusso per mesi di piani di uscita anticipata, e a costo zero, tra prestito pensionistico, uscita a quota 100 o anche estensione del sistema contributivo per tutti, in molti, dal ministro del Lavoro Poletti, al commissario Inps Treu, al Giorgio Santini del Pd, hanno dichiarato con decisa sicurezza che si potrà effettivamente lavorare sulle pensioni solo dal prossimo anno.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il