BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità della settimana. Lo scontro continua tra alti e bassi

Si avvicina il voto in Senato sulla nuova Legge di Stabilità: quali le ultime novità pensioni possibili e cosa aspettarsi?




Si avvicina il voto in Senato sulla nuova Legge di Stabilità e le ultime novità riportano aria di pessimismo per gli interventi previsti sulla riforma pensioni Fornero. Il voto potrebbe arrivare questo week end o comunque in settimana ma, secondo le ultime notizie, anche le modifiche, positive, già approvate, da proroga dell’opzione contributivo donna ad eliminazione delle penalizzazioni per chi, maturata l’anzianità contributiva, va in pensione prima dei 62 anni di età, potrebbero essere cancellate e tutto potrebbe essere rimandato al prossimo gennaio 2015. Del resto, già autorevoli voci politiche, come il ministro del Lavoro Poletti, e la collega Boschi, qualche tempo fa, avevano prospettato questa possibilità, dichiarando che nella Legge di stabilità nuova non vi sarebbero state modifiche ad hoc per i pensionati e che anche per quanto riguarda gli aumenti delle pensioni minime, se ne sarebbe riparlato il prossimo anno o anche nel 2016.

Tutto dipenderà, come ha spiegato il ministro Boschi, dalle condizioni economiche in cui si troverà l’Italia e dalle disponibilità che vi saranno. Intanto, continuano ad arrivare nuovi emendamenti con proposte pensioni, e mentre Cesare Damiano ribadisce la necessità di introdurre elementi di flessibilità nel nostro sistema pensionistico, il M5S rilancia con un nuovo emendamento per il pensionamento dei quota 96 della scuola ma il Ministero del Tesoro resta scettico su interventi in tal senso, sostenuto, tra l’altro, da Fmi, Ocase, Ue che sembrano concordi sul non intervenire sulla riforma pensioni attuale, incitando, però, il governo italiano a intervenire con tagli alle pensioni, risultate decisamente troppo costose.

Eppure, se ci fosse la volontà di intervenire sulle pensioni, il problema non sarebbero, come spesso ribadito da Mef e Ragioneria di Stato, le risorse, visto che è stato confermato che i soldi ci sarebbero anche (basti vedere quelli stanziati per gli ammortizzatori sociali e quelli che dovrebbero derivare dai tagli della spending review), ma manca proprio la volontà di cambiare una riforma che invece merita modifiche piuttosto che essere del tutto cancellata, come chiede il referendum abrogativo lanciato dalla Lega, in modo da tale da mantenere l’impianto che assicura gli 80 miliardi di euro di risparmi da una parte, diventando più ‘morbida’ nei requisiti dall’altra. E per ammorbidire questa riforma si potrebbe ripensare a quei sistemi di uscita anticipata a costo zero, da prestito pensionistico a uscita con quota 100 come anche all’estensione del sistema contributivo per tutti, uomini compresi.

Ma non solo uscita anticipata: ci sarebbero da risolvere, infatti, anche altre questioni importanti, dal problema della rivalutazione negativa che quest’anno potrebbe colpire le pensioni a causa dell’andamento negativo del Pil, a quello del taglio alle pensioni d’oro che, però, potrebbe, paradossalmente, colpire tutti i pensionati, cioè coloro che nel 2011 erano nel sistema retributivo e potevano vantare almeno 18 anni di versamenti al 31 dicembre 1995, considerando che non è stato stabilito un importo massimo. Complessa, dunque, la situazione, che vede, tra l’altro divisioni, non solo fra i sindacati, e quelli che appoggiano o meno il referendum della Lega, ma anche all’interno dello stesso Pd.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il