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Pensioni vecchiaia, donne riforma Governo Renzi: novità in Legge Stabilità con tanti errori e paradossi e poche modifiche vere

Le novità pensioni attese con la nuova Legge di Stabilità e ipotesi di lavoro per il prossimo anno tra uscite anticipate e interventi negativi. Cosa cambierà?




Ancora poche le novità sulla riforma pensioni che potrebbero effettivamente arrivare con la nuova Legge di Stabilità che, secondo le ultime notizie, potrebbe riportare, tra l’altro, ancora paradossi, beffe e privilegi sempre per i ‘fortunati’. Se in questi ultimi giorni era circolata l’ipotesi di circoscrivere la possibilità di cancellazione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni di età esclusivamente a chi percepisce assegni pensionistici di un importo inferiore ai 3500 euro lordi, l’ipotesi è stata smentita dal viceministro Morando e si attende, col voto in Senato che presumibilmente dovrebbe arrivare questa settimana, una risposta concreta a questa modifica.

Attesa anche l’ufficializzazione della proroga, fino al 31 dicembre 2015, dell’opzione contributivo donna, mentre nulla invece è previsto per le uscite anticipate e flessibili che, secondo ultime dichiarazioni di esponenti politici, il governo ha intenzione di riprendere nei primi mesi del 2015, in un progetto di revisione totale della riforma pensioni Fornero, detta soprattutto dalla necessità di evitare che si arrivi effettivamente al referendum abrogativo proposto dalla Lega Nord.

I meccanismi di uscita anticipata dovrebbero prevedere pensione anticipata a 62 anni con 35 anni di contributi e una serie di penalizzazioni e, al contrario, incentivi per chi decide invece di rimare a lavoro oltre i 66 anni e fino ai 70; uscita anticipata con prestito pensionistico, per lasciare il lavoro qualche anno prima rispetto ai 66 anni percependo un anticipo sulla pensione finale che dovrà poi essere restituito con piccole trattenute mensili una volta maturati i requisiti normalmente richiesti; e uscita a quota 100.

Ma restano da sciogliere i nodi su caso esodati, quota 96 della scuola, prepensionamenti e ricollocamenti dei dipendenti in esubero delle province, le cui soluzioni dovrebbero arrivare prima del prossimo anno. Ma il 2015 potrebbe essere anche l’anno degli interventi, negativi, già annunciati dal premier Renzi prima dell’estate, ma poi rimandati, vale a dire modifiche per le pensioni integrative, di invalidità e reversibilità, nonché novità sulle tanto discusse baby pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il