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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: riforma, partiti,INPS,Ministri sembrano essere vinti da Ministero Economia ancora una volta

Nonostante le tante proposte di modifiche, l’anno 2014 si chiuderà probabilmente senza alcuna novità positiva sulle pensioni. Situazione e previsioni




Cesare Damiano, sottosegretario Baretta, ministro del Lavoro Poletti, commissario Inps Treu sono solo alcune delle personalità che in questi mesi sono stati protagonisti di interventi volti a favorire modifiche e novità per la riforma pensioni Fornero, oggi in vigore ma che ha causato una serie di problemi che meritano di essere risolti, non solo caso esodati e questione dei quota 96 della scuola. Ha allungato l’età pensionabile per tutti, a 66 anni e tre mesi, penalizzando tutti, ma soprattutto quelle categorie di lavoratori come usuranti e precoci che fino all’entrata in vigore delle nuove norme erano governati da particolarità esattamente come il comparto della scuola, particolarità che non sono state tenute, però, in considerazione dall’ex ministro Fornero al momento della formulazione della sua riforma.

Ed è chiaro come serva agire, nonostante le tante promesse dell’esecutivo ancora non mantenute, per aiutare lavoratori e pensionati ma anche per favorire miglioramenti del nostro sistema previdenziale, cercando di renderlo più flessibile e sostenibile. Secondo le ultime notizie, però, tutto potrebbe essere ancora rimandato al prossimo anno e se così fosse avrebbe nuovamente ‘trionfato’ il Ministero dell’Economia.

Se tutti, infatti, finora si sono detti d’accordo con interventi di modifica all’attuale legge pensionistica, il ministro dell’Economia Padoan se ne è sempre detto contrario e sono sempre stati Mef e Ragioneria dello Stato a bloccare ogni tipo di intervento proposto e possibile, primi fra tutti le soluzioni per i quota 96 della scuola, lamentando la mancanza di risorse finanziarie che si sarebbero rese necessarie e sostenendo che in Italia i tempi erano ancora ben lontani dall’essere giusti per intervenire con abbassamenti dell’età pensionabile per tutti, come fatto, per esempio in Germania prima della scorsa estate.

Sorge a questo punto spontaneo chiedersi quando e in che modo il governo avrà intenzione di agire per modificare la riforma pensioni Fornero senza che essa venga completamente cancellata, come invece prevede la Lega con il suo referendum abrogativo. Se la proposta di referendum ricevesse parare positivo anche dalla Corte Costituzionale, dopo la Cassazione, si andasse al voto e fosse davvero eliminata la legge, verrebbero cancellati anche quegli 80 miliardi di euro che la stessa legge Fornero è ora l’unica capace di assicurare fino al 2021 e che all’Italia servono decisamente.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il