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Pensioni donne, vecchiaia, uomini Governo Renzi: riforma, novità decisioni, ricorsi Corte Europea, referendum,Corte Costituzionale

Cosa sta succedendo nel mondo delle pensioni oggi in Italia e quali novità servirebbero per migliorarlo? Le ipotesi di uscita anticipata e flessibile




La Lega continua a ‘correre’ sulla strada del suo referendum di abrogazione della riforma pensioni Fornero che, come le ultime notizie riferiscono, sta riscuotendo grandi consensi tra forze politiche e sindacati, spaccando il mondo sociale. Sono in tanti a sostenere questa proposta che, visti i ritardi del governo che rimanda da mesi interventi sull’attuale legge pensionistica che però diventano sempre più urgenti, in poco tempo farebbe tornare in vigore le vecchie norme pensionistiche, risolvendo, al tempo stesso e senza troppi indugi, i casi di esoodati e quota 96 della scuola.

Sembrerebbe, dunque, tutto positivo, eppure il quadro non è poi così roseo. E il primo a opporsi a questo referendum è il ministro dell’Economia Padoan che da sempre ribadisce la sua contrarietà ad interventi sulle pensioni, ritenendo sia meglio, per il momento, lasciare tutto così com’è. E’ vero, infatti, che la legge Fornero innalzando l’età pensionabile per tutti ha reso più rigidi i requisiti pensionistici, è vero che ha penalizzato categorie di lavoratori e dato vita a parecchi errori, ma è anche vero è che è stata formulata in un momento di particolare crisi dell’Italia e che è l’unica capace di assicurare, fino al 2021, secondo i calcoli, 80 miliardi di euro di risparmi. Decisamente considerevole.

E mentre Ocse, Fmi, Ue chiedono al governo di lasciare in vigore questa legge, agendo sulle pensioni con tagli considerando l’elevatissima spesa pensionistica del Belpaese, ci sarebbero strade alternative da percorrere che lascerebbero in piedi l’impianto della riforma Fornero, ma soddisfarebbero anche tutti coloro che richiedono modifiche flessibili.

Parliamo di quei sistemi di uscita anticipata, come prestito pensionistico, uscita a quota 100, estensione del sistema contributivo per tutti, uomini compresi, che permetterebbero di andare in pensione prima rispetto alla soglia oggi richiesta, ma sempre a fronte di penalizzazioni, su base volontaria, e dunque evitando l’impiego di risorse aggiuntive da parte dello Stato. E’, quindi, una strada valida che, come annunciato, potrebbe essere valutata nel 2015.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il