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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: novità interventi negativi Gennaio con quota 100, prestito positivi

Sistemi di uscita anticipata per tutti ma non solo: a gennaio possibili anche brutte sorprese per i pensionati. Situazione attuale e previsioni




Sistemi di uscita anticipata per tutti con prestito pensionistico, quota 100, mini pensione e possibilità di estensione del sistema contributivo per tutti e non solo per le donne: queste le novità sulla riforma pensioni che potrebbero tornare in discussione dal prossimo mese di gennaio, visto che la nuova Legge di stabilità non conterrà nulla in tal senso, ma non solo. Gli auspici sono per interventi positivi che possano modificare il nostro sistema pensionistico rendendolo più flessibile e sostenibile, ma potrebbero profilarsi anche interventi negativi.

Se per gli aumenti alle pensioni più basse, già annunciati mesi fa dal premier Renzi ma ancora attesi, bisognerà aspettare che la situazione economia di Italia migliori, mettendo a disposizione del governo nuove risorse da impiegare in tal senso, una brutta sorpresa riguarda la rivalutazione negativa delle pensioni che, quest’anno, potrebbe provocare una svalutazione del valore degli assegni pensionistici se non si interverrà con provvedimenti immediati. E, dunque, non solo non arriveranno i sospirati aumenti per assegni pensionistici che, come accertato dall’Istat, sono davvero bassi per la maggior parte dei pensionati italiani, in tantissimi che vivono con meno di mille euro al mese e alcuni costretti a vivere con meno di 5000 euro, ma c’è anche il rischio che si percepisca meno.

Assegni pensionistici meno ‘importanti’ anche, altro rischio, in virtù del nuovo tetto applicato alle pensioni d’oro che, però, potrebbe colpire anche tutti i pensionati in generale, considerando che non è stato definito alcun limite di importo. La situazione si prospetta dunque piuttosto paradossale: non solo i pensionati sono la categoria ‘dimenticata’ dal governo ma potrebbero essere costretti, ancora una volta, a pagare il prezzo di una crisi che non accenna a sparire. E in questo contesto, non c’è da dimenticare che c’è ancora un esercito di esodati che attende quella soluzione tanto annunciata dal ministro del Lavoro Poletti quanto ancora per nulla accennata.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il