BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: riforma, novità tutto può succedere in questa confusione seppur grande pessimismo

Quale riforma pensioni Renzi uscirà dalla legge di stabilità? Queste sono ore decisive per introdurre cambiamenti, ma non ci saranno stravolgimenti alla legge Fornero.




Quel che è certo è l'esclusione di una vera riforma pensioni da questa legge di stabilità. Come riferiscono novità e ultime notizie, qualche cambiamenti ci sarà, ma non profondo come richiesto da parte della politica e dai sindacati. Il problema è la messa in discussione degli emendamenti dati per certi. Uno su tutti è quello che prevede l'abolizione dei disincentivi economici per chi va in pensione prima dei 62 con la maturazione di tutti i requisiti contributivi. In ballo c'è anche l'intenzione di limitare questa possibilità ai soli assegni inferiori a 3.500 euro. E se l'aumento della tassazione sui fondi pensioni è ormai certa, l'impianto previdenziale fissato con la legge Fornero rimarrà praticamente immutato.

Il sistema retributivo, che calcolava l'assegno sulla media dei redditi degli ultimi 10 anni di lavoro per gli statali, è stato definitivamente superato dalla riforma Fornero del 2012. Da allora il sistema contributivo pro rata vale per tutti: si andrà in pensione solo al raggiungimento di una soglia minima d'età e si riceverà un ammontare calcolato sulla base dei contributi versati. Novità di questo mese è la sperimentazione della busta arancione ovvero l'estratto conto delle contribuzioni effettuate che ogni assicurato dovrebbe ricevere ogni anno. Introdotta 19 anni fa, forse partirà realmente nel 2015.

Il presidente della Commissione lavoro della Camera, Cesare Damiano, continua a invocare la riforma delle pensioni nel segno della flessibilità. Secondo la sua proposta è possibile andare in pensione tra i 62 e i 70 anni, con almeno 35 anni di contributi, con penalizzazione nell'età compresa tra i 62 e i 65 anni, e un incentivo tra i 67 e i 70 anni. Lo schema degli incentivi e delle penalizzazioni prevede nel caso di pensionamento effettivo a 62 anni l'applicazione della percentuale di riduzione pari all'8%. A 63 quella del -6%, a 64 anni del -4%, a 65 del 2%. A 66 anni, invece, non ci saranno bonus o malus. Quindi scatterebbero gli incentivi: a 67 anni +2%, a 68 anni +4%, a 69 anni +6%, a 70 anni.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il