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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: interventi statali e privati. No modifiche per primi, chiaro segnale per secondi

Nessun prepensionamento per i dipendenti statali in esubero di enti pubblici ma mobilità estesa a tutti: novità per uscita anticipata forse a gennaio 2015




Novità per i dipendenti di Province e Città metropolitane in esubero con un emendamento ad hoc: prevista la riduzione del 50 e del 30% dell’organico di Province e Città metropolitane e la mobilità per il personale eccedente ‘verso regioni e comuni prioritariamente, nonché verso le altre amministrazioni, con l'esclusione del personale amministrativo di alcuni settori della PA caratterizzati da specifiche professionalità’, come riportato dal testo.

Tramonta, dunque, l’ipotesi di prepensionamento con le vecchie norme pensionistiche per i dipendenti in esubero, com’era stato richiesto con un emendamento al governo.  Per una migliore gestione del personale in esubero degli entri pubblici, risultato della riforma Delrio, era stato chiesto infatti che alcuni, in base a quanto deciso dagli enti stessi, potessero andare in pensione prima rispetto ai requisiti richiesti dalla riforma pensioni Fornero, mentre altri sarebbero stati ricollocati.

La decisione, sembra finale, è stata quella di mobilità estesa per tutti e nessun prepensionamento, decisione forse presa per evitare privilegi rispetto ai lavoratori privati e per effetto, probabilmente, della posizione del Ministero dell’Economia che, innanzitutto contrario a interventi sulle pensioni, non vuole creare precedenti come accaduto nel caso dei quota 96 della scuola.

Si tratta dell’ennesima decisione, ‘mancata’, che fa crescere il pessimismo di tutti nei confronti di possibili interventi sulle pensioni che possano favorire un’uscita anticipata e flessibile per tutti, dipendenti e privati, e tutto continua a far pensare che ogni decisione per modificare il sistema pensionistico attuale possa essere effettivamente rimandata a gennaio.

Ma, indipendentemente dall’indicazione temporale, è bene comunque che arrivino davvero cambiamenti che serviranno non solo per migliorare le pensioni per tutti ma anche per evitare si vada al voto per il referendum abrogativo della legge Fornero, indetto dalla Lega. A gennaio, dunque, si tratterà di discutere non solo di sistemi di uscita anticipata per tutti, come tanto richiesto da forze politiche e sociali, mettendo a punto uno di quei piani che assicurerebbero maggiore flessibilità finora discussi, vale a dire prestito pensionistico, uscita a quota 100, mini pensione come anche possibilità di estensione del sistema contributivo per tutti, e non solo per le donne, ma anche di uscita prima per quei dipendenti statali che sono già stati fortemente penalizzati per il 2015.

Per loro, infatti, è previsto un ennesimo blocco di contratti e stipendi, ad eccezione esclusivamente di militari e forze dell'ordine. Resta da capire cosa e come si potrà effettivamente agire per modificare il sistema pensionistico attuale e, soprattutto, se ci saranno le tanto sospirate risorse economiche per mettere in pratica provvedimenti, a partire dall'appprovazione del pensionamento definitivo per i lavoratori della scuola che sono ancora a lavoro pur avendo maturato i loro requisiti di accesso alla pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il