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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: proposte cancellazioni penalizzazioni rendono calcolo INPS sfavorevole a tutti

Andare in pensione prima dei 62 anni senza penalizzazioni come oggi previsto dalla legge Fornero: pro e contro della novità e modifica all’emendamento approvato




Un emendamento alla nuova Legge di stabilità, già approvato alla Camera e in attesa di conferma in Senato, prevede la cancellazione delle penalizzazioni per quei lavoratori che, avendo maturato l’età contributiva richiesta per il pensionamento, decidono di lasciare il lavoro prima dei 62 anni di età. Si tratta di una novità che abolisce una norma della riforma pensioni Fornero che prevede penalizzazioni dell’1% per ogni anno di età in cui si lascia il lavoro prima della soglia attualmente prevista.

Per alcuni, soprattutto lavoratori precoci, questa novità rappresenterebbe una conquista ma, secondo le ultime notizie, dietro questa ‘conquista’ potrebbe celarsi l’ennesima beffa. Modificare le pensioni di chi percepisce assegni calcolati con sistema retributivo o misto non significherebbe rimodulare il sistema pensionistico garantendo equità e una migliore distribuzione delle risorse anche fra i ceti medi e bassi, perché sembra proprio che nel nostro sistema previdenziale vi sarà sempre una discriminazione che favorirà sempre i privilegiate e non certo le fasce più deboli.

All’emendamento che è stato approvato alla Camera è stata presentata una modifica, cioè dare la possibilità di andare in pensione prima senza penalizzazioni solo a coloro che percepiscono fino a 3.500 euro lorde al mese, il che significherebbe colpire le pensioni derivanti da un’ultima retribuzione di circa 80.000 euro lordi all’anno a salire, colpendo anche i trattamenti pensionistici anche derivanti da ultimo reddito di 120.000 euro lordi all’anno o superiore, calcolati per lo più con sistema retributivo. Ne risulta che la cancellazione delle penalizzazioni secondo tale meccanismo sarebbe sfavorevole a tutti e l’unico caso perché porti vantaggi sia un calcolo della propria pensione interamente con sistema contributivo.

Questo metodo, però, non vale per coloro che nel 1995 avevano già maturato 18 anni di anzianità di servizio. Ed ecco che risulta ben chiaro la penalizzazione che scaturirebbe dalle novità pensionistiche, penalizzazione doppia, primo perché pur avendo lavorato tanto per riuscire a percepire una pensione adeguata che garantisca un ottimo stile di vita anche dopo la propria vita lavorativa, crescendo sempre più professionalmente fino ad arrivare a stipendi stellari, si percepiranno pensioni minori perché stato esteso a tutti il calcolo contributivo al posto del più remunerativo retributivo.

E secondo perché, anche se si è iniziato a lavorare sin da giovanissimi in modo da riuscire a raggiungere la pensione prima, si è ora costretti a lavorare tutti fino alla stessa soglia di età e chi decide di andare comunque in pensione prima, nonostante nel caso di alcune categorie di lavoratori, come usuranti e precoci, sia quasi necessario, si sarà sottoposti a penalizzazioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il